Missione negli Stati Uniti per Bologna, Lepore punta su innovazione urbana e relazioni internazionali
03/04/2026
Prosegue negli Stati Uniti la missione istituzionale del sindaco di Bologna Matteo Lepore, accompagnato dall’assessore all’Urbanistica e alla Città della Conoscenza Raffaele Laudani, con un programma fitto di appuntamenti dedicati ai temi dell’innovazione, delle politiche urbane e della cooperazione internazionale. Il viaggio si muove lungo una direttrice precisa: consolidare il profilo internazionale di Bologna attraverso relazioni con università, amministrazioni locali, centri di ricerca e realtà impegnate nella trasformazione delle città.
La trasferta assume un valore politico e strategico che va oltre la dimensione della rappresentanza. Al centro ci sono il ruolo della città come polo della conoscenza, la capacità di attrarre collaborazioni scientifiche e accademiche e il confronto con modelli urbani che, negli Stati Uniti, stanno affrontando questioni centrali anche per Bologna: resilienza climatica, innovazione pubblica, memoria democratica e gestione dello spazio urbano.
Washington e Baltimora, il confronto con università e ricerca
La prima parte della missione si è svolta a Washington, dove la delegazione ha preso parte a incontri istituzionali e momenti di approfondimento con il mondo diplomatico e accademico. Uno dei passaggi più rilevanti ha riguardato il dialogo con università statunitensi interessate a sviluppare rapporti di collaborazione con Bologna, confermando l’interesse internazionale nei confronti della città emiliana come laboratorio di formazione avanzata, ricerca e produzione culturale.
Nel corso della tappa nella capitale americana, Lepore e Laudani hanno incontrato anche l’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci. Il confronto si è intrecciato con quello avviato con personalità del mondo accademico come Ian Baucom e Laurent Dubois. I colloqui hanno toccato temi di forte rilievo pubblico, dalla formazione universitaria alla qualità della democrazia, fino alle politiche urbane, ambiti sui quali Bologna cerca da tempo di costruire una rete di interlocutori autorevoli internazionali.
La missione è poi proseguita a Baltimora, nel campus della Johns Hopkins University, dove la delegazione bolognese ha partecipato a una giornata di lavoro dedicata all’intelligenza artificiale e alle possibili forme di collaborazione accademica e scientifica. Si è trattato di un passaggio significativo anche in relazione alle prospettive del Tecnopolo, uno dei principali asset sui quali Bologna punta per consolidare la propria vocazione scientifica e tecnologica. Il confronto con un ateneo di riferimento internazionale ha offerto l’occasione per ragionare sulle applicazioni dell’IA e sulle ricadute nella costruzione di ecosistemi urbani innovativi.
Minneapolis, memoria democratica e dialogo con le comunità
Un’altra tappa importante del viaggio si è svolta a Minneapolis, dove il sindaco Lepore ha incontrato il sindaco Jacob Frey, invitandolo ufficialmente a Bologna. In questa occasione gli ha donato una copia calligrafa della prima pagina del Liber Paradisus, realizzata dall’artista Barbara Calzolari. Il gesto ha assunto un valore simbolico, richiamando una delle pagine più significative della storia civica bolognese e proponendola come elemento di dialogo internazionale sui temi di libertà, diritti e identità democratica.
Durante la permanenza a Minneapolis, la delegazione ha visitato anche il Walker Art Center, riferimento nel panorama dei musei di arte contemporanea e noto per il grande parco di arte pubblica. L’esperienza è stata valutata come possibile fonte di ispirazione per Bologna, soprattutto in relazione al futuro Parco e Polo della Memoria democratica. La visita ha consentito di mettere a fuoco un modello in cui cultura, spazio pubblico, paesaggio e memoria civile convivono in una progettazione integrata.
Nella città del Minnesota non è mancato neppure un momento di ascolto delle tensioni sociali. Lepore ha incontrato il presidente del Consiglio Elliott Payne e il consigliere Jason Chavez per confrontarsi con l’esperienza della comunità locale del Mercado Central a seguito dei recenti rastrellamenti dell’Ice e dei fatti legati alla morte di Renee Good e Alex Pretti. Un passaggio che restituisce alla missione anche una dimensione politica più ampia, legata alle fragilità urbane e ai conflitti sociali.
New York, resilienza climatica e spazio pubblico
La missione prosegue ora a New York, dove sono previsti incontri con Bloomberg Philanthropies e con l’amministrazione cittadina, oltre a visite tecniche su progetti di adattamento climatico urbano. In agenda figurano l’East Side Coastal Resiliency e il Wagner Park, esempi concreti di integrazione tra protezione dalle inondazioni e qualità dello spazio pubblico.
Per Bologna, impegnata nella trasformazione urbana e nella risposta al cambiamento climatico, il confronto con queste esperienze offre indicazioni preziose. La possibilità di osservare opere capaci di difendere migliaia di cittadini dagli eventi estremi, mantenendo alta la vivibilità urbana, si inserisce in una strategia orientata a una città più sicura, connessa e innovativa.
Nel complesso, la missione americana di Matteo Lepore e Raffaele Laudani restituisce l’immagine di una Bologna che cerca interlocutori di alto profilo e si misura con esperienze internazionali su temi centrali: intelligenza artificiale, cooperazione accademica, memoria democratica, inclusione e adattamento climatico. Il viaggio non è una semplice visita istituzionale, ma un percorso strategico di relazioni internazionali volto a rafforzare il ruolo della città in una rete globale di scambi e progettualità.