“Le cure che nutrono”: un modello di prossimità per accompagnare le famiglie nei primi mille giorni
07/02/2026
Promuovere un sistema integrato capace di sostenere le famiglie dalla gravidanza ai primi due anni di vita dei figli, con attenzione concreta alle fragilità e ai rischi di isolamento. È su questo asse che si sviluppa “Le cure che nutrono”, progetto promosso dal Comune di Bologna insieme all’Azienda USL di Bologna, finanziato nell’ambito del Programma Nazionale PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027, per un investimento complessivo di 430 mila euro.
L’iniziativa si rivolge a tutte le famiglie residenti a Bologna in attesa o con bambini da zero a due anni e nasce con un obiettivo preciso: contrastare le disuguaglianze sociali fin dalle primissime fasi della vita, intercettando precocemente situazioni di vulnerabilità che, se non riconosciute, rischiano di incidere in modo duraturo sul benessere dei bambini e dei loro genitori.
I primi mille giorni come investimento sociale
Il progetto si ispira al Nurturing Care Framework, modello elaborato da Organizzazione Mondiale della Sanità, UNICEF e Banca Mondiale, che considera la salute come il risultato di un ecosistema di cura continuo, integrato e relazionale. I primi mille giorni di vita rappresentano una fase decisiva per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale; intervenire in modo coordinato in questo arco temporale significa creare condizioni favorevoli non solo per il singolo nucleo familiare, ma per l’intera comunità.
“Le cure che nutrono” si inserisce nel più ampio progetto strategico PN Metro Plus “Cura delle cittadine e dei cittadini nella prossimità”, coordinato dal Dipartimento Welfare e Benessere di Comunità del Comune di Bologna, che mette a sistema servizi sanitari, sociali ed educativi, valorizzando il lavoro di rete con il Terzo Settore.
Prossimità, integrazione e accompagnamento
Cuore operativo dell’iniziativa è il Centro per le Famiglie, servizio comunale dedicato all’ascolto e all’orientamento dei nuclei con figli minori. Le attività sono realizzate in collaborazione con MondoDonna e con l’Associazione Cuore di Mamme, realtà da anni impegnate nel sostegno alla genitorialità e alla prima infanzia.
Accanto allo Sportello “Primi 1000 giorni”, attivo dal 9 febbraio come punto di accesso libero per informazioni su gravidanza, servizi sanitari, congedi e misure di sostegno, il progetto introduce un elemento centrale: il supporto domiciliare.
Entrare nelle case significa superare ostacoli logistici, linguistici e relazionali, costruendo un rapporto di fiducia che permette di cogliere bisogni spesso invisibili nei contesti formali. L’équipe dedicata, composta da ostetriche, educatrici e mediatrici culturali, opera in modo integrato con consultori, pediatria di comunità, servizi sociali e strutture educative, avviando una sperimentazione iniziale nei quartieri Navile e Borgo Panigale–Reno.
Inclusione, competenze e formazione
Il progetto dedica attenzione specifica alle famiglie migranti, garantendo mediazione linguistico-culturale e materiali informativi multilingue, e promuove il coinvolgimento attivo dei padri, riconoscendo il valore della genitorialità condivisa. In parallelo, sono previsti percorsi di rafforzamento delle competenze genitoriali e momenti di formazione per gli operatori, orientati alla genitorialità responsiva e alla lettura precoce dei fattori di rischio.
“Le cure che nutrono” delinea così un modello di welfare di prossimità che non si limita a erogare servizi, ma accompagna le famiglie lungo un passaggio cruciale della vita, trasformando la cura in un’esperienza condivisa e continuativa.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to