La formazione sanitaria italiana si ridisegna: dal congresso all'e-learning
di Redazione
15/08/2025
La formazione continua dei professionisti sanitari italiani sta vivendo una trasformazione profonda, accelerata dalle necessità dettate dall'evoluzione digitale e dagli insegnamenti appresi durante il periodo pandemico.
Il passaggio dai tradizionali congressi medici frontali all'e-learning rappresenta oggi un elemento fondamentale nel modo in cui medici, infermieri e altri operatori sanitari acquisiscono e aggiornano le proprie competenze. Questo cambiamento è epocale, ridefinendo approcci e opportunità.
La rivoluzione digitale dell'ECM e le nuove competenze
Il sistema di Educazione Continua in Medicina (ECM) ha affrontato un'evoluzione significativa.I corsi in Formazione a Distanza (FAD) sono diventati centrali nell'offerta formativa, grazie anche al lavoro di provider accreditati che sperimentano nuove modalità di apprendimento. È il caso, ad esempio, di questa piattaforma specializzata nella FAD per il conseguimento di crediti ECM, che ha scelto di proporre corsi basati su appositi ebook.
Questa scelta riflette certamente delle esigenze tecniche ma, allo stesso tempo, riconosce implicitamente l'efficacia e la flessibilità offerte dalla formazione online.
Giovanni Migliore, figura di spicco in diverse iniziative formative, ha evidenziato come i percorsi online garantiscano una "visione a 360 gradi del sistema salute". Attraverso l'intervento di dirigenti sanitari italiani, questi corsi analizzano criticità e propongono soluzioni innovative. L'opportunità di ottenere crediti ECM gratuiti per tutte le professioni sanitarie mostra concretamente come la digitalizzazione stia ampliando l'accesso alla formazione specialistica, rendendola più inclusiva.
Parallelamente, emerge una necessità pressante: la formazione di "medici digitali". La ricerca sottolinea una lacuna critica nella preparazione dei professionisti sanitari alle sfide dell'era digitale. Essere "nativi digitali" non si traduce automaticamente in possedere le competenze specifiche richieste per operare efficacemente in un contesto sanitario sempre più tecnologico. Un medico digitale necessita di una formazione mirata su telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), Cartella Clinica Elettronica (CCE), Intelligenza Artificiale (AI) e Terapie Digitali. Questo implica un ripensamento complessivo dei percorsi di studio, dall'università alla formazione continua sul campo.
Il paziente al centro e le sfide del cambiamento
Un'innovazione rilevante nel panorama formativo è l'emergere del paziente esperto. Già nel novembre 2022, Unitelma Sapienza ha certificato i primi 42 pazienti esperti in tecnologie digitali per la salute. Giuseppe Recchia, CEO di daVi Digital Medicine e direttore del corso, ha spiegato che questi pazienti sono ora in grado di comprendere la trasformazione digitale in atto e di contribuire attivamente, come membri di team, ai progetti di sviluppo di applicazioni digitali. Questo approccio riconosce un ruolo proattivo al paziente.
Sabrina Grigolo, Paziente Esperto Eupati e coordinatrice del corso, ha ribadito l'importanza della partecipazione del paziente nella progettazione di strumenti digitali. Una tale collaborazione, ha affermato, rappresenta un "fattore critico di successo" per migliorare la qualità e l'efficacia di queste tecnologie. Si delinea così un cambio di paradigma: il paziente non è solo fruitore, ma diventa co-creatore delle soluzioni terapeutiche digitali.
Questa transizione verso modelli formativi ibridi, che affiancano le opportunità digitali alle esigenze di confronto fisico, presenta comunque delle sfide. I corsi residenziali (RES) mantengono il loro valore come "preziosa occasione di confronto" e di apprendimento multidisciplinare. Tuttavia, la formazione universitaria attuale spesso non basta a colmare il fabbisogno di competenze digitali. Un'altra sfida critica è la mancanza di strumenti validati per misurare oggettivamente le competenze sanitarie digitali.
Diverse analisi hanno mostrato che la maggior parte degli strumenti impiegati valuta le percezioni, anziché una misurazione concreta delle abilità.
Un futuro integrato per la sanità digitale
L'integrazione efficace delle soluzioni digitali nei percorsi diagnostico-terapeutico assistenziali richiede una riprogettazione dei flussi e dei processi. La formazione deve espandersi oltre i soli operatori sanitari, coinvolgendo pazienti, cittadini, ricercatori, comitati etici e produttori di tecnologie. L'obiettivo è promuovere una cultura digitale diffusa che permei l'intero ecosistema sanitario.
Numerose iniziative sono già in corso: progetti e corsi ECM specifici sulla sanità digitale, il documento DigComp 2.2 dedicato ai cittadini e la piattaforma Syllabus per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Questi strumenti sono fondamentali per una strategia formativa integrata che prepari tutti gli attori della sanità alla trasformazione in atto.
La formazione sanitaria del futuro si baserà su moduli integrati. Questi approfondiranno sia gli aspetti tecnologici, che le implicazioni organizzative, sociali e psicologiche legate all'uso delle tecnologie ICT nei processi di cura, diagnosi, prevenzione e telemonitoraggio. Solo con un approccio olistico sarà possibile formare le nuove professionalità indispensabili per rendere la sanità italiana più efficace ed efficiente nell'era digitale
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