Caricamento...

Bologna 365 Logo Bologna 365

Infarto, -43% ricoveri over 65 con PIpELINe Trial

01/09/2025

Infarto, -43% ricoveri over 65 con PIpELINe Trial
Sanità, nuovo modello post-infarto: -43% di ricoveri tra gli over 65 fragili. Emilia-Romagna, pubblicato sul New England Journal of Medicine lo studio PIpELINe Trial Un programma personalizzato di esercizio fisico e supporto nutrizionale riduce significativamente i rischi dopo l’infarto nei pazienti anziani. La sanità pubblica emiliano-romagnola firma un risultato di portata internazionale: il PIpELINe Trial, studio coordinato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine, ha dimostrato che un intervento innovativo basato su esercizio fisico guidato e informazione nutrizionale può abbattere del 43% i nuovi ricoveri per eventi cardiovascolari negli anziani fragili reduci da infarto miocardico acuto.

Un percorso diverso dalla riabilitazione tradizionale

La ricerca, durata tre anni e condotta su 512 pazienti over 65 in sette centri regionali, ha introdotto un approccio alternativo alla classica riabilitazione intensiva in ospedale. I pazienti sono stati dimessi precocemente e seguiti in ambulatorio con visite cliniche regolari e sessioni di allenamento calibrate sulle loro condizioni. Tra gli esercizi proposti, anche semplici camminate monitorate, durante le quali veniva chiesto di valutare la propria percezione di fatica: un metodo che ha permesso ai partecipanti di imparare a conoscere i propri limiti e a gestire in autonomia l’attività fisica. Parallelamente, ogni paziente ha ricevuto consigli nutrizionali personalizzati. I dati raccolti confermano non solo la riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco, ma anche un netto miglioramento della qualità di vita e della capacità funzionale dei partecipanti. Particolarmente rilevante la presenza del 36% di donne nello studio, dato superiore alla media delle ricerche precedenti, a testimonianza dell’attenzione riservata a una categoria spesso più vulnerabile dopo un evento cardiaco.

Un riconoscimento alla sanità pubblica emiliano-romagnola

Il progetto, sostenuto dal Ministero della Salute (348mila euro) e dalla Regione Emilia-Romagna, è il frutto di un lavoro multidisciplinare che ha visto la collaborazione di cardiologi, geriatri, medici dello sport, nutrizionisti e chinesiologi. Per le istituzioni regionali, i risultati rappresentano un passo avanti nella costruzione di modelli di cura più sostenibili, efficaci e personalizzati per gli anziani. “Dimostriamo che studio e cura possono procedere insieme, portando benefici concreti alla comunità”, ha dichiarato Michele de Pascale, presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. Con questo modello, l’Emilia-Romagna si conferma un punto di riferimento nella ricerca applicata alla sanità pubblica, capace di coniugare qualità scientifica, innovazione e impatto sociale.