Emilia-Romagna, via al Piano 2025-2027 per il contrasto alle povertà: 124 milioni per casa, cibo, lavoro e inclusione
di Redazione
26/11/2025
Un impegno economico e politico che conferma una visione precisa: la lotta alla povertà non può essere ridotta a una misura di sostegno al reddito, ma deve affrontare la fragilità nelle sue molteplici forme, dal disagio abitativo alla solitudine sociale, dalla povertà alimentare al sovraindebitamento, passando per le marginalità più estreme. L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato oggi il Piano regionale per il contrasto alle povertà 2025-2027, che mette a disposizione 124 milioni di euro provenienti da risorse regionali, nazionali e comunitarie, con l’obiettivo di coordinare interventi capaci di creare percorsi di autonomia e di restituzione di dignità.
Una strategia che integra politiche sociali, casa e lavoro
Il Piano recepisce le linee del Piano nazionale povertà 2024-2026, ma introduce interventi mirati legati alle specificità territoriali. Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale al contrasto alle povertà, Elena Mazzoni, hanno sottolineato come l’obiettivo sia costruire condizioni reali di uscita dalla marginalità, rafforzando la qualità della presa in carico e favorendo un lavoro integrato tra servizi pubblici e Terzo Settore. L’accento viene posto anche su fronti che spesso rimangono nascosti o privi di strumenti adeguati, come la povertà alimentare e le crisi da sovraindebitamento.
Tra le misure più rilevanti si conferma la scelta dell’Housing First, modello che prevede l’inserimento diretto delle persone senza dimora in appartamenti, senza passaggi intermedi, accompagnandole con équipe multidisciplinari. La Regione intende inoltre garantire uniformità territoriale del Pronto intervento sociale, con risorse vincolate per assicurare risposte tempestive e personalizzate. Accanto a questo, vengono potenziati sostegno alimentare, microcredito, recupero delle eccedenze alimentari, mobilità per persone fragili e sostegno alle Comunità energetiche rinnovabili ad alto impatto sociale.
Povertà come fenomeno complesso: studio e dati per politiche più efficaci
L’Emilia-Romagna sta lavorando insieme alle università e ai centri di ricerca su un modello di analisi avanzata, utilizzando anche l’algoritmo Amartya e il supercomputer regionale, con l’obiettivo di identificare con maggior precisione i profili di fragilità e anticipare i bisogni emergenti attraverso micro-simulazioni.
Il contesto regionale mostra un quadro articolato: quasi 17mila famiglie usufruiscono dell’assegno di inclusione, mentre la povertà relativa riguarda 139mila nuclei (6,8% del totale). Colpisce soprattutto famiglie numerose, con figli minori o di cittadinanza straniera, e nelle periferie urbane cresce la richiesta di aiuti alimentari. La povertà estrema riguarda oltre 8mila persone senza dimora o in condizione di marginalità grave.
Nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, Mazzoni richiama l’attenzione su un fenomeno spesso invisibile: la violenza economica. I dati ISTAT e Gender Gap Report 2025 mostrano un divario retributivo medio del 13%, che supera il 20% nelle posizioni dirigenziali, con le donne presenti solo nel 20-22% dei ruoli apicali. “Negare autonomia economica significa limitare libertà e possibilità di uscita dai contesti di abuso”, osserva.
Il Piano non promette soluzioni semplici, ma costruisce un quadro d’intervento che parla di dignità, ascolto e responsabilità collettiva: strumenti concreti per restituire spazio a vite spesso bloccate all’ombra della marginalità.