Emilia-Romagna prima in Italia per le mense scolastiche biologiche
di Redazione
21/11/2025
La conferma del primato dell’Emilia-Romagna nel panorama delle mense scolastiche biologiche arriva dal ministero dell’Agricoltura, che per il 2025 assegna alla Regione la quota più alta del Fondo nazionale dedicato alla ristorazione bio. Un risultato che fotografa un sistema organizzato, capace di garantire pasti di qualità a costi contenuti e di coinvolgere scuole, enti locali e famiglie in un progetto educativo che passa anche attraverso ciò che si mette nel piatto.
Perché la Regione ottiene la quota più alta del Fondo
Oltre 12 milioni e mezzo di pasti biologici serviti nell’anno scolastico 2024/2025: è questo il dato che pesa maggiormente nella distribuzione delle risorse e che colloca l’Emilia-Romagna in testa alla graduatoria nazionale. La quota destinata alla Regione supera i 910mila euro, fondi che saranno trasferiti ai Comuni e agli enti gestori delle mense scolastiche per coprire i costi aggiuntivi legati all’impiego quotidiano di ingredienti certificati.
La scelta di ampliare la presenza del biologico nei menù scolastici non è soltanto una questione nutrizionale. Da anni la Regione lavora affinché il cibo offerto a studentesse e studenti rifletta un’idea più ampia di sostenibilità, che valorizzi la filiera agricola locale e promuova modelli alimentari capaci di guardare alla salute dei più giovani con un’attenzione concreta e quotidiana. L’assessore regionale Alessio Mammi ha ricordato come questa politica sia frutto di una collaborazione costante con i Comuni, una rete che ha permesso di mantenere prezzi accessibili alle famiglie senza rinunciare alla qualità.
Il funzionamento del Fondo e il ruolo degli enti locali
Il Fondo mense scolastiche biologiche viene attribuito ogni anno sulla base delle domande presentate dai territori e del numero di alunni che consumano pasti bio. Una volta approvati gli elenchi, il ministero trasferisce gli importi alle Regioni, chiamate poi a distribuirli ai 35 beneficiari che, in Emilia-Romagna, comprendono Comuni singoli, Unioni e gestori del servizio.
La costanza con cui la Regione conquista la quota più elevata del finanziamento nazionale evidenzia un sistema rodato, dove l’impiego del biologico non rappresenta un’eccezione ma una consuetudine sostenuta da scelte amministrative e da un apparato organizzativo capace di rispondere a una domanda crescente di qualità. Una dinamica che contribuisce a definire l’Emilia-Romagna come uno dei territori più avanzati nell’integrazione tra politiche agricole, educative e sociali.