Emilia-Romagna, la sanità riparte dal territorio: investimenti e numeri del 2024
di Redazione
30/09/2025
Case e ospedali di comunità, il fulcro del sistema
Il modello emiliano-romagnolo di sanità pubblica continua a svilupparsi intorno alle cure territoriali, considerate il pilastro per la sostenibilità del sistema. Nel 2024 sono stati investiti 399 milioni di euro nella medicina generale, con l’obiettivo di potenziare la rete esistente e rafforzare il ruolo delle Case della comunità e degli ospedali di comunità. Ad oggi sono 141 le Case attive, 47 in programmazione, mentre gli ospedali di comunità offrono 380 posti letto con ulteriori 486 previsti grazie ai fondi PNRR.
Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la salute, ha sottolineato come l’integrazione tra medici, infermieri e assistenti sociali rappresenti la vera forza del sistema, che durante l’emergenza pandemica ha saputo mantenere continuità e prossimità nelle cure.
Medici di base e cure croniche: una rete di prossimità
Il tessuto professionale conta 2.736 medici di medicina generale, dei quali 618 operano già nelle Case di comunità e il 67,5% nelle medicine di gruppo. La loro azione quotidiana permette di seguire in modo sistematico i pazienti cronici: quasi il 7% della popolazione regionale è affetto da diabete e circa 200.000 cittadini sono monitorati con regolarità. Allo stesso modo, la gestione territoriale copre l’80% dei pazienti dimessi dopo un infarto, riducendo la pressione sugli ospedali.
L’investimento medio regionale è pari a 102,75 euro per assistito. Un dato che restituisce la misura di un impegno volto a garantire accessibilità, qualità e sostenibilità al servizio sanitario, confermando l’Emilia-Romagna tra le realtà più avanzate nel panorama nazionale.
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