Emilia-Romagna al vertice in Italia per l’uso dei farmaci di terapia genica
di Redazione
15/11/2025
L’Emilia-Romagna conferma la sua posizione d’eccellenza nella sanità pubblica italiana, distinguendosi per la disponibilità e l’utilizzo dei farmaci di terapia genica destinati alla cura di malattie onco-ematologiche rare. A dirlo sono i dati 2024 diffusi dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, presentati a Roma durante l’ottavo Report sugli ATMP – Advanced Therapy Medicinal Products, che fotografano un settore in rapida evoluzione, dove la regione si colloca ai vertici nazionali per qualità, accesso e capacità organizzativa.
Dati e risultati che confermano una leadership consolidata
Gli ATMP sono medicinali di ultima generazione, sviluppati grazie alle biotecnologie cellulari e molecolari, capaci di modificare il DNA o sostituire geni difettosi, aprendo prospettive di cura prima impensabili. In questo ambito, l’Emilia-Romagna si è classificata seconda in Italia per disponibilità di farmaci, subito dopo la Lombardia, che dispone però di un numero di centri quadruplo (14 contro 3).
Anche sul fronte dei trattamenti eseguiti nel 2024, la regione ha raggiunto il secondo posto, con 61 pazienti trattati, un dato ancora più significativo se si considera che la Lombardia ha una popolazione doppia. Quasi un paziente su tre (28%) proviene da fuori regione, a conferma del forte richiamo esercitato dal sistema sanitario emiliano-romagnolo per l’innovazione terapeutica e la qualità clinica.
Il tempo medio di accesso alle terapie — 145 giorni — si colloca ben al di sotto della media nazionale, che sfiora l’anno, e anche di regioni storicamente performanti come la Lombardia (227 giorni) e il Veneto (260). La spesa pro capite regionale di 3,42 euro risulta perfettamente in linea con la media nazionale, segno di un modello capace di coniugare efficienza economica e altissimo livello di prestazioni.
Una governance regionale che guarda al futuro della medicina genetica
“Questi risultati testimoniano l’impegno della sanità pubblica regionale nel promuovere l’accesso equo e sostenibile alle terapie del futuro”, ha commentato l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, sottolineando come “le terapie geniche rappresentino un cambio di paradigma, orientato alla medicina personalizzata e alla cura delle cause genetiche delle patologie”.
L’Emilia-Romagna è attualmente l’unica regione italiana ad aver disciplinato la gestione degli ATMP all’interno delle proprie reti di patologia oncologica ed emato-oncologica, attraverso la creazione di un Gruppo di lavoro regionale dedicato, con funzioni di coordinamento, monitoraggio e sviluppo della ricerca. Il modello regionale non si limita alla gestione clinica, ma punta a estendere la ricerca anche verso nuove aree terapeutiche — dalla reumatologia alla neurologia, dall’immunologia alla dermatologia — aprendo così una stagione di cure sempre più mirate e multidisciplinari.
In un contesto in cui le frontiere tra biologia, tecnologia e medicina si fanno sempre più sottili, l’esperienza emiliano-romagnola mostra come un sistema pubblico possa non solo tenere il passo dell’innovazione, ma anche guidarla, rendendola accessibile, sostenibile e condivisa.
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