Emilia-Romagna, 49 immobili confiscati alle mafie tornano alla comunità
di Redazione
18/09/2025
Un patrimonio recuperato con un forte valore simbolico
In Emilia-Romagna il contrasto alla criminalità organizzata assume anche la forma concreta della restituzione ai cittadini di beni immobili sottratti alle mafie. Nel 2025 il numero degli edifici recuperati e destinati a finalità sociali ha raggiunto quota 49, con 15 nuove strutture rifunzionalizzate grazie al sostegno della Regione, che ha messo in campo circa 650mila euro. Un impegno che si aggiunge agli oltre 7 milioni investiti dal 2011 a oggi, risorse che hanno permesso di trasformare ville, palazzine e fabbricati prima in mano alla criminalità in spazi di solidarietà, cultura e coesione sociale.
Dall’inchiesta Aemilia al progetto “Viva la legalità”
Il recupero degli immobili reggiani collegati all’inchiesta Aemilia rappresenta uno dei passaggi più significativi. La villa di via Sant’Ambrogio a Rivalta, appartenuta alla famiglia Sarcone, e la villetta incompiuta di Pieve Modolena diventeranno luoghi di accoglienza per famiglie in difficoltà e presidi socioeducativi. A Sorbolo Mezzani, nel parmense, una palazzina di tredici alloggi verrà resa abitabile con il progetto “Viva la legalità”, offrendo soluzioni abitative a nuclei fragili.
Non mancano esempi a Modena, dove l’edificio di via Anderlini e il fabbricato di Castelnuovo Rangone si trasformano in spazi di aggregazione giovanile, centri culturali e laboratori dedicati alla cittadinanza attiva. La mappa regionale dei progetti tocca tutte le province, coinvolgendo enti locali, università e associazioni, in un lavoro diffuso che mette al centro educazione civica, prevenzione della devianza e sostegno alle vittime di criminalità.
La Regione conferma così un modello in cui legalità e welfare si intrecciano: non solo un contrasto simbolico alle mafie, ma una risposta tangibile ai bisogni sociali dei territori.
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