Emilia-Romagna, 40 milioni per la salute mentale: programmi personalizzati e sostegno ai più fragili
di Redazione
09/09/2025
La Regione Emilia-Romagna mette al centro della propria agenda la salute mentale, confermando un impegno che si traduce per il 2025 in 40 milioni di euro destinati alle Aziende sanitarie locali. Una scelta che non si limita a garantire la prosecuzione del Piano regionale ma intende rafforzare la rete di interventi personalizzati, con l’obiettivo di accompagnare le persone lungo percorsi di cura e inclusione calibrati sulle diverse fragilità.
Risorse mirate e percorsi individualizzati
Il cuore dell’investimento si concentra nel cosiddetto Fondo per l’autonomia possibile – Salute mentale, che da solo assorbe 33,7 milioni di euro. Una quota significativa, che punta a finanziare progetti di riabilitazione a bassa intensità assistenziale secondo la metodologia del “Budget di salute”, dove ogni paziente può beneficiare di interventi cuciti sulle proprie esigenze. Destinatari non sono soltanto persone con disturbi psichiatrici o autismo, ma anche soggetti dimessi dagli ex ospedali psichiatrici, provenienti dalle Residenze per le misure di sicurezza o seguiti in percorsi alternativi alla detenzione. Accanto a questo pilastro, si trovano capitoli specifici: 820mila euro per rafforzare l’assistenza ai pazienti con disturbi alimentari – con attenzione sia all’età pediatrica sia ai percorsi residenziali nelle strutture accreditate di Parma e Bologna – e 400mila euro per il programma dedicato agli esordi psicotici, che mira a uniformare le pratiche di intervento nelle fasi iniziali della malattia. Ulteriori 565mila euro andranno a sostenere la diagnosi e presa in carico di bambini e giovani adulti con disturbi specifici dell’apprendimento.Autismo, disabilità intellettive e ripartizione territoriale
Un capitolo di particolare rilievo riguarda i disturbi dello spettro autistico, per i quali sono previsti oltre 4,2 milioni di euro complessivi. Il Programma regionale integrato (PRIA) riceverà 1,22 milioni, mentre 2 milioni sono dedicati alla fascia 0-6 anni, con l’obiettivo di garantire tempi certi tra diagnosi e inizio trattamento. Un milione, infine, sosterrà i percorsi per adulti, puntando a strutturare équipe multidisciplinari e garantire continuità assistenziale. A questo si aggiungono 280mila euro destinati alle persone con disabilità intellettive. La distribuzione territoriale tiene conto della popolazione residente e delle necessità locali: Bologna è l’Azienda con la quota più consistente (oltre 7 milioni), seguita da Parma, Romagna e Reggio Emilia. Somme minori, ma comunque rilevanti, sono state assegnate a Piacenza, Imola, Ferrara e Modena, con vincolo di utilizzo entro fine anno. Alcune realtà riceveranno inoltre contributi aggiuntivi per esigenze particolari, come le strutture dedicate agli autori di reato a Bologna e Parma o il potenziamento della Rems di Reggio Emilia.Articolo Precedente
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