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Ecoscienza 4/2025: un laboratorio nazionale su ambiente e salute

20/01/2026

Ecoscienza 4/2025: un laboratorio nazionale su ambiente e salute

C’è un modo, spesso sottovalutato, di misurare la maturità di un sistema pubblico: osservare se riesce a tenere insieme pezzi che, per abitudine o per burocrazia, tendono a viaggiare separati. Il numero 4/2025 di Ecoscienza nasce proprio su questa linea di frizione: la salute non viene trattata come una variabile “a valle” dell’ambiente, e l’ambiente non resta un capitolo tecnico da specialisti. Il centro del numero è l’integrazione, con un lessico ormai stabile nelle istituzioni europee e internazionali — One Health e Planetary Health — ma con il tentativo di tradurlo in progetti, dati, decisioni, procedure che si possano davvero usare.

I progetti PNC-PNRR: quando la prevenzione diventa infrastruttura

Il dossier principale raccoglie e mette in fila contenuti, primi risultati e prospettive di progetti finanziati dal Piano nazionale per gli investimenti complementari collegato al PNRR, nell’area “salute, ambiente, biodiversità e clima”. La cornice non è astratta: il punto di partenza è una conferenza tenuta a Roma il 17 e 18 novembre 2025, promossa dal Ministero della Salute, dedicata allo stato di avanzamento di queste iniziative e a ciò che implicano sul piano organizzativo.

Il filo conduttore è chiaro: per prevenire servono discipline che si parlano, banche dati interoperabili, competenze distribuite in modo meno episodico, un dialogo stabile fra SNPS (e sistemi regionali) e SNPA. Dentro questa impostazione, Ecoscienza entra nel merito di linee di investimento specifiche — in particolare 1.2 e 1.4 — con casi che vanno dai siti contaminati alla qualità dell’aria, dall’esposizione a contaminanti persistenti (inclusi i PFAS) alla sicurezza delle acque e ai rischi per la salute negli edifici scolastici. Sono esempi utili perché mostrano la direzione: la prevenzione, quando funziona, somiglia più a un’infrastruttura che a una campagna.

In questo quadro viene presentato anche il progetto Ideah (linea 1.5), coordinato dall’Istituto superiore di sanità, con un obiettivo dichiaratamente ambizioso: costruire una piattaforma digitale nazionale capace di integrare l’enorme quantità di dati sanitari e ambientali, superando la frammentazione storica che rende difficili analisi e decisioni coerenti su scala nazionale.

Governance, dati e parole: il nodo che decide la credibilità

L’editoriale firmato da Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, insiste su un punto che torna spesso nei percorsi di riforma: la collaborazione “a tavolo unico” fra attori istituzionali non basta se non produce metodi condivisi, priorità leggibili e strumenti operativi. Nel testo viene richiamato il programma triennale su salute, ambiente, biodiversità e clima adottato dalla cabina di regia SNPA-SNPS il 31 ottobre 2025 e, insieme, una lista concreta di ambiti di lavoro (aria, rumore, biomonitoraggio umano, impatti industriali, acque e suoli, rischi fisici e chimici). È l’idea di una prevenzione che non si accontenta di sommare competenze: prova a ordinarle.

Accanto alla parte “strutturale”, il numero affronta un altro problema meno misurabile ma decisivo: come si comunica una crisi climatica senza ridurla a slogan o a pura emotività. Nell’Attualità (firmata da Alice Vecchi e Gabriele Antolini) la comunicazione scientifica viene descritta come una traduzione, con la sua inevitabile perdita e la tensione costante fra rigore e chiarezza; e soprattutto con l’ammissione, rara nei testi istituzionali, che chi parla e chi ascolta condividono limiti, paure e filtri personali dentro lo stesso “iper-oggetto” climatico.

Sulla stessa traiettoria si colloca Eco-logos, affidata a Stefano Martello, che propone l’idea di “lentezza comunicativa” come pratica faticosa ma vitale: più tempo per raccogliere e validare dati, più attenzione alla reputazione della materia trattata, meno dipendenza dalla reazione immediata. Non è un elogio nostalgico della lentezza: è una tesi di metodo, quasi una strategia di sopravvivenza per chi deve parlare di ambiente senza perdere autorevolezza.

Il resto del numero segnala aggiornamenti nelle rubriche Legislazione news, Osservatorio ecoreati e Mediateca, completando un impianto che tiene insieme tecnica, norme e cultura scientifica.

La sensazione, chiudendo le pagine, è che il vero test non stia nell’elenco dei progetti, ma in ciò che succede dopo: quando la piattaforma dati smette di essere una promessa e diventa un’abitudine di lavoro; quando la prevenzione passa dalle slide alle scelte amministrative; quando la comunicazione accetta di rallentare senza sparire dal rumore di fondo. Il prossimo passaggio è già scritto nelle scadenze dei piani nazionali che stanno arrivando.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to