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“Custodire la Terra”: due giornate di confronto sui musei demoetnoantropologici tra Bologna e Bentivoglio

23/10/2025

“Custodire la Terra”: due giornate di confronto sui musei demoetnoantropologici tra Bologna e Bentivoglio

Un dialogo tra passato e futuro, tra la memoria delle civiltà contadine e le sfide contemporanee della museologia. È questo il filo conduttore del convegno nazionale “Custodire la Terra: Musei demoetnoantropologici nel mondo contemporaneo”, in programma venerdì 24 ottobre a Bologna e sabato 25 ottobre a San Marino di Bentivoglio.
L’iniziativa, promossa dall’Istituzione Villa Smeraldi – Museo della Civiltà Contadina e dalla Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di ICOM Italia e SIMBDEA, rappresenta un importante momento di riflessione per chi opera nel campo della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale rurale e popolare.

Il valore contemporaneo dei musei delle tradizioni popolari

A cinquant’anni dal primo Convegno Nazionale di Museografia Agricola, questo nuovo appuntamento si propone di aggiornare e rilanciare il dibattito sul ruolo dei musei demoetnoantropologici nella società digitale e globalizzata, mettendo al centro il rapporto tra beni materiali e immateriali, la sostenibilità delle pratiche museali e il legame tra memoria e innovazione.
I lavori si apriranno venerdì mattina nella Sala del Lapidario del Museo Medievale di Bologna, con i saluti dell’assessore comunale Daniele Ara, della dirigente regionale Cristina Ambrosini e del direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale Leandro Ventura.
La giornata proseguirà nel pomeriggio con i tavoli tematici a Palazzo Malvezzi, dedicati a questioni cruciali come la partecipazione delle comunità, la trasmissione dei saperi, le nuove forme di comunicazione e la formazione del personale museale.

Esperienze, laboratori e nuove prospettive

La seconda giornata, sabato 25 ottobre, sarà ospitata a Villa Smeraldi – Museo della Civiltà Contadina di Bentivoglio, con una serie di laboratori e sessioni di lavoro pensate per valorizzare l’esperienza diretta e lo scambio tra operatori, studiosi, amministratori e curatori.
Il Comitato Scientifico che accompagna l’evento riunisce nomi di grande rilievo, da Cristina Ambrosini a Pietro Clemente, da Mario Turci a Cinzia Marchesini, fino a Gian Paolo Borghi e Francesco Fabbri, figure che da decenni contribuiscono alla riflessione teorica e pratica sulla museologia antropologica.

Il convegno si propone di ridefinire il significato stesso di “custodia”, spostandolo dal piano della conservazione materiale a quello della responsabilità collettiva verso la memoria delle comunità e i saperi che ne hanno plasmato l’identità.
Tutte le attività sono gratuite, con iscrizione obbligatoria sul sito della Regione Emilia-Romagna e dell’Istituzione Villa Smeraldi.