Contratto unico Seta, i sindacati incalzano i soci: “Servono risposte sulle risorse”
19/02/2026
Un sollecito formale, dai toni netti, indirizzato a tutti gli enti soci e proprietari di Seta spa. Le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro dell’Emilia Romagna tornano a chiedere l’apertura immediata di un confronto sulle risorse necessarie a rendere operativo l’accordo economico per il contratto integrativo unico dei lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico locale.
La questione non nasce oggi. Il 7 novembre scorso le sigle avevano raggiunto un’intesa con la direzione aziendale sulla parte economica del contratto, un’intesa che – sottolineano – si colloca nel solco del piano di rilancio presentato da Seta agli enti soci il 7 febbraio 2025. Un passaggio ritenuto coerente con la strategia industriale delineata dall’azienda e con la necessità di intervenire su un settore che attraversa una fase delicata, tra carenze di personale, pressioni sui conti e criticità legate alla qualità e alla sicurezza del servizio.
Tre mesi di attesa senza risposte
Dopo l’approvazione nelle assemblee sindacali, il 25 novembre le organizzazioni avevano scritto alle proprietà per avviare il confronto sulle coperture economiche. Da allora, spiegano, non è arrivato alcun riscontro concreto. Un silenzio che i sindacati definiscono “assordante”, soprattutto alla luce del dibattito pubblico che continua a ruotare attorno al futuro di Seta e all’ipotesi di un’azienda unica del trasporto.
Il nodo, però, resta quello delle risorse. Senza un impegno chiaro da parte dei soci, l’accordo economico rischia di rimanere sulla carta. E il tempo trascorso – oltre tre mesi dall’intesa con la direzione – viene indicato come un segnale preoccupante in un comparto già segnato da tensioni strutturali.
Il trasporto pubblico locale nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza vive una fase di fragilità evidente: difficoltà nel reperire autisti, turni gravosi, condizioni economiche giudicate non adeguate alla complessità del lavoro, oltre ai riflessi dei tagli al fondo nazionale del settore. In questo contesto, il contratto unico viene presentato come uno strumento per restituire stabilità e riconoscimento professionale a chi garantisce quotidianamente un servizio essenziale.
Il richiamo al ruolo pubblico della proprietà
Nel documento inviato agli enti soci emerge anche un interrogativo politico: quale priorità viene attribuita al benessere dei lavoratori e alla qualità del servizio rispetto alle dinamiche legate alla governance futura dell’azienda? Le organizzazioni sindacali chiedono coerenza tra la rivendicazione di un controllo pubblico – richiamato anche recentemente dalla Corte dei Conti – e l’assunzione delle responsabilità economiche che tale ruolo comporta.
Retribuzioni adeguate, sicurezza operativa, condizioni di lavoro sostenibili vengono indicate come presupposti imprescindibili per garantire continuità e qualità del trasporto pubblico. Senza questi elementi, avvertono, l’intero sistema rischia di indebolirsi ulteriormente, con ripercussioni dirette sui cittadini.
Le sigle ribadiscono la disponibilità al confronto ma avvertono che, in assenza di risposte, valuteranno ogni iniziativa utile a tutelare lavoratori e lavoratrici. La partita ora è nelle mani degli enti proprietari: dall’apertura del tavolo dipenderà la possibilità di trasformare un’intesa sindacale in un accordo realmente operativo.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to