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Condanna definitiva per il femminicidio di Alessandra Matteuzzi: La risposta del sindaco di Bologna

18/09/2025

Condanna definitiva per il femminicidio di Alessandra Matteuzzi: La risposta del sindaco di Bologna

La recente conferma della condanna in Corte di Cassazione per il femminicidio di Alessandra Matteuzzi segna una tappa importante nella lotta contro la violenza di genere. La decisione, che ha suscitato una forte reazione sia a livello locale che nazionale, non è solo una vittoria per la giustizia, ma anche un segnale potente per le politiche di prevenzione e protezione delle donne.

La posizione del sindaco Matteo Lepore

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha espresso soddisfazione per la conferma della pena, sottolineando come la città, ancora scossa dal tragico assassinio di Alessandra, si stringa attorno ai familiari e alla comunità. La condanna definitiva, ha affermato, non può cancellare il dolore per una vita spezzata, ma rappresenta un messaggio forte e chiaro: chi compie atti di violenza, in particolare femminicidi, non sfuggirà alla giustizia.

Lepore ha poi ricordato l'impegno del Comune di Bologna nel processo come parte civile, attraverso l’avvocatura comunale. Un gesto simbolico ma concreto che dimostra come la città sia determinata a non voltare le spalle alle vittime di violenza, garantendo che non restino mai sole, né durante né dopo il processo.

La lotta continua: impegno per prevenire la violenza di genere

Questa condanna, però, va oltre il singolo caso e si inserisce in un contesto di impegno costante da parte delle istituzioni bolognesi nella prevenzione della violenza di genere. Il Comune di Bologna, già impegnato a livello sociale con diverse iniziative, continua a lavorare per costruire una città dove le donne possano vivere senza paura. È fondamentale, come sottolineato dal sindaco, che siano messi in atto sistemi di protezione più efficaci e che la comunità si unisca nel sostenere le vittime e nella denuncia dei comportamenti violenti.

La tragedia di Alessandra Matteuzzi non deve essere solo un monito, ma un impulso a rinnovare l'impegno collettivo contro tutte le forme di violenza domestica e femminicidio. L’auspicio è che il caso possa, quindi, stimolare una riflessione profonda e un’azione ancora più incisiva, con un'attenzione speciale alle politiche sociali e alla sensibilizzazione della comunità bolognese.