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Bracconieri armati come militari fermati a Valsamoggia

03/10/2025

Bracconieri armati come militari fermati a Valsamoggia

Due uomini sorpresi con silenziatori e visori termici, denunciati dalla Polizia locale metropolitana

La Polizia locale della Città metropolitana ha fermato due cacciatori di frodo, colti in flagrante mentre abbattevano un cinghiale con armi modificate e strumenti tecnologici di derivazione militare, in violazione delle norme venatorie e della legge italiana sulle armi da guerra.

L’indagine e le segnalazioni dal territorio

Il blitz è scattato nella notte del 30 settembre, nella zona collinare di Montebudello, a Monteveglio, territorio di Valsamoggia. Le indagini erano iniziate a metà mese, dopo numerose segnalazioni da parte di cittadini e della guardia del Parco regionale dell’Abbazia di Monteveglio. In più occasioni era stata notata un’auto che, nelle ore notturne, si muoveva tra i confini dell’area protetta e le zone dove la caccia è consentita. Gli spari percepiti come “sordi” avevano fatto sospettare l’impiego di armi modificate con silenziatore.

Fermati due italiani con armi alterate

Dopo diversi appostamenti notturni, gli agenti hanno seguito e bloccato due uomini di 65 e 45 anni in un vigneto, subito dopo che avevano abbattuto un cinghiale con una carabina dotata di silenziatore e visore termico. Il silenziatore, equiparato per la legge italiana a parte di arma da guerra, ha fatto scattare automaticamente la denuncia per porto abusivo e alterazione di arma, oltre che per caccia con mezzi vietati e in giornata di silenzio venatorio (il martedì).

Durante le perquisizioni, è stato trovato un secondo silenziatore e un ulteriore visore termico, entrambi sequestrati insieme alla carcassa dell’animale, ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria. La Polizia locale ha chiesto la sospensione della licenza di caccia per entrambi i denunciati.