Bologna, trapianto riuscito con cuore fermo da 20 minuti prelevato in Toscana
di Redazione
30/09/2025
Una sala operatoria ricreata fuori sede
L’équipe del Policlinico Sant’Orsola ha affrontato una sfida logistica e tecnica senza precedenti, ricostruendo a Livorno una vera e propria sala operatoria cardiochirurgica. Due cardiochirurghi, rianimatori, perfusionisti, infermieri e specializzandi hanno operato insieme con apparecchiature avanzate, dalle macchine Ecmo ai dispositivi di trasporto per organi. Parallelamente, a Bologna un secondo gruppo era pronto a ricevere l’organo e a procedere con il trapianto non appena fosse arrivato.
Grazie a questa sinergia, l’organo è stato preservato e impiantato con successo, garantendo oggi buone condizioni di salute al paziente ricevente.
La forza della rete e la prospettiva europea
Il traguardo è stato possibile grazie alla collaborazione tra Sant’Orsola, Centri Regionali Trapianti di Emilia-Romagna e Toscana e i colleghi dell’ospedale livornese. “È la dimostrazione di un sistema capace di intervenire con tempestività e innovazione” ha commentato l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi.
Davide Pacini, direttore della Cardiochirurgia del Sant’Orsola, sottolinea l’importanza di spostare l’équipe verso il donatore, rendendo replicabile la procedura anche in contesti non specialistici. Un modello che rafforza la capacità di valorizzare donazioni altrimenti non utilizzabili.
La direttrice generale Chiara Gibertoni e la responsabile del Crt regionale Erika Cordella hanno rimarcato l’eccellenza del Sant’Orsola e la generosità dei donatori, ricordando come ogni traguardo di questo tipo sia possibile solo grazie a una rete integrata e alla disponibilità delle famiglie.
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