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Bologna, incendi a catena nella notte del 15 dicembre: denunciato un 24enne per incendio doloso

24/02/2026

Bologna, incendi a catena nella notte del 15 dicembre: denunciato un 24enne per incendio doloso

Una sequenza di incendi in più punti della città, tra auto, motorini, cassonetti e oggetti vari, con un denominatore comune: l’origine dolosa. La Polizia di Stato di Bologna, attraverso un’indagine condotta dalla Squadra Mobile, ha denunciato in stato di libertà un cittadino tunisino nato nel 2001, pluripregiudicato per reati contro la persona e per violazioni in materia di stupefacenti, ritenuto responsabile del raid incendiario avvenuto nella notte del 15 dicembre 2025.

Quella notte, Vigili del Fuoco e pattuglie delle Volanti erano intervenuti ripetutamente in diverse zone del capoluogo emiliano. Già dai primi riscontri era emersa con chiarezza la natura non accidentale dei roghi, elemento che ha indirizzato le verifiche investigative verso la pista dell’incendio doloso.

Il “percorso” del raid: da San Donato al centro, poi verso est

Le indagini, basate soprattutto sull’analisi delle immagini di videosorveglianza e su ulteriori indizi raccolti successivamente, hanno consentito di delineare un quadro coerente e, secondo gli investigatori, riconducibile a un unico autore.

Il raid sarebbe iniziato in zona San Donato, in particolare in via Vezza, dove l’uomo avrebbe dato fuoco ad alcune vetture utilizzando materiale reperito sul posto — carta e legno — e un liquido accelerante. Da lì, proseguendo a piedi, si sarebbe diretto verso il centro cittadino, tra via Belle Arti e via Acri, continuando ad appiccare incendi a mezzi e rifiuti ingombranti incontrati lungo il tragitto. La fase finale del percorso lo avrebbe portato verso via Zanolini e via Sante Vincenzi, dove sarebbero stati incendiati altri motoveicoli e l’ultimo cassonetto.

Le telecamere e gli elementi identificativi

Dai filmati, gli agenti avrebbero osservato il soggetto ripercorrere l’itinerario ricostruito con in mano oggetti compatibili con l’azione incendiaria, come un possibile accelerante e un accendino. Le immagini lo ritrarrebbero mentre raccoglie materiali di strada (carta, rifiuti, legnetti), li posiziona in prossimità dei veicoli e li cosparge del liquido infiammabile prima di appiccare il fuoco.

L’uomo risulterebbe ripreso con volto coperto, cappellino da baseball e un cappotto scuro lungo, con alcuni dettagli di barba e volto visibili solo in determinate angolazioni.

Dalle perquisizioni alla denuncia: avviate anche le procedure di espulsione

La Squadra Mobile ha incrociato i dati con i profili di soggetti noti e presenti abitualmente nelle aree interessate, eseguendo anche perquisizioni che, pur senza portare subito a un’identificazione definitiva, hanno contribuito a indirizzare le verifiche.

Il principale indiziato, poi denunciato, sarebbe risultato compatibile con la fisionomia e con le abitudini note agli investigatori, anche perché già arrestato in passato per reati legati agli stupefacenti. La conferma, secondo quanto riferito, è arrivata quando l’uomo è stato rintracciato indossando gli stessi capi ripresi dalle telecamere la notte del 15 dicembre: cappello con visiera, cappotto lungo, zaino.

Per questi elementi è scattata la denuncia in stato di libertà per incendio doloso. Contestualmente, l’Ufficio Immigrazione ha avviato le pratiche per l’espulsione, poiché l’uomo risulterebbe irregolare sul territorio nazionale.

Come previsto, si ricorda che la vicenda è nella fase delle indagini e vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to