Caricamento...

Bologna 365 Logo Bologna 365

Bologna, allerta truffe: anziani nel mirino e un colpo da 300 mila euro

25/02/2026

Bologna, allerta truffe: anziani nel mirino e un colpo da 300 mila euro

A Bologna la Polizia di Stato segnala un aumento di truffe ai danni dei cittadini, con un bersaglio ricorrente: le persone anziane, scelte perché più esposte alla pressione emotiva, al senso di urgenza e a dinamiche di fiducia costruite ad arte. È un fenomeno che si alimenta di dettagli credibili, toni rassicuranti e una regia precisa: chi chiama spesso conosce i meccanismi psicologici che portano una vittima a “collaborare”, convinta di fare la cosa giusta.

Un episodio recente rende l’idea della posta in gioco. Ignoti, contattando telefonicamente una donna, si sono presentati come agenti di Polizia in servizio presso il Commissariato di Imola e, con una strategia basata su inganno e insistenza, l’hanno indotta a disporre bonifici per un totale di circa 300.000 euro. Le indagini sono in corso per risalire ai responsabili.

I copioni più frequenti: emergenza, falso tecnico, phishing

Le truffe non sono improvvisate: seguono schemi che ritornano, con variazioni minime e dettagli adattati al contesto.

La più nota è quella del “parente in pericolo”: il truffatore si finge appartenente alle Forze dell’Ordine o personale sanitario e sostiene che un familiare della vittima sia coinvolto in un incidente o in un guaio giudiziario. Il passaggio decisivo è l’urgenza: “servono soldi subito”, in contanti, gioielli o trasferimenti bancari, per “sbloccare” una situazione.

C’è poi la truffa del “tecnico specializzato” (gas, luce, acqua): qualcuno si presenta alla porta con un pretesto plausibile, chiede di entrare per un controllo “indifferibile” e, una volta dentro, usa distrazioni, confusione e pressione per sottrarre denaro o oggetti di valore.

Infine le truffe telefoniche e online: SMS, e-mail o chiamate che sembrano provenire da banca, Poste o perfino uffici di Polizia. Il punto d’attacco è un link o una richiesta di dati personali e bancari; da lì si arriva a svuotare conti, attivare bonifici, autorizzare operazioni mai richieste.

Campanelli d’allarme e regole pratiche che evitano i raggiri

La prevenzione passa da gesti semplici, ripetuti con disciplina, anche quando l’interlocutore appare convincente.

  • Se la chiamata sostiene di provenire da un ufficio di Polizia o da un numero “istituzionale”, chiudi e richiama tu tramite canali ufficiali: il riferimento immediato è il 112, utile per verificare identità e urgenza reale.

  • Non aprire la porta a sconosciuti, anche se mostrano uniformi o si presentano come tecnici. Prima di far entrare qualcuno, verifica: spesso basta questa prudenza per far desistere i malintenzionati.

  • Nessun appartenente alle Forze dell’Ordine è autorizzato a chiedere denaro, bonifici, o informazioni su dove custodisci beni e contanti. Se la richiesta riguarda soldi, la diagnosi è netta: truffa.

  • Se ti parlano di un familiare in ospedale o coinvolto in un incidente, contatta direttamente il parente o una persona vicina a lui; in parallelo, chiama il 112.

  • Non mostrare mai a estranei dove tieni gioielli, contanti o oggetti di valore.

  • Banche e Poste non chiedono dati sensibili via messaggi o telefonate: in caso di dubbio, chiama tu la filiale o il servizio clienti tramite numeri ufficiali.

  • Per figli, nipoti e caregiver: la misura più efficace è parlarne prima, con calma, soprattutto se l’anziano vive solo. Un accordo familiare (“se ti chiedono soldi, mi chiami e poi chiamiamo il 112”) riduce drasticamente il rischio.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.