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Bologna aderisce alla Piattaforma Unica CUDE: più libertà di movimento per le persone con disabilità

19/02/2026

Bologna aderisce alla Piattaforma Unica CUDE: più libertà di movimento per le persone con disabilità

Entro settembre 2026 il Comune di Bologna entrerà ufficialmente nella Piattaforma Unica Nazionale CUDE, il Contrassegno Unico Disabili Europeo che consente ai titolari di permesso di accedere alle Zone a Traffico Limitato dei Comuni aderenti senza dover comunicare preventivamente l’ingresso fuori dal proprio territorio di residenza. Un passaggio atteso, che segna un’evoluzione concreta nel diritto alla mobilità e nell’integrazione dei servizi su scala nazionale.

Per Bologna ha significato affrontare una delle operazioni di integrazione tecnologica più delicate degli ultimi anni, mettendo in dialogo l’infrastruttura nazionale con un sistema locale di gestione della mobilità considerato tra i più sofisticati del Paese.

Un’integrazione complessa, senza rinunciare agli standard locali

Il nodo principale è stato garantire l’interoperabilità tra due architetture informatiche profondamente diverse. Il sistema bolognese, costruito negli anni con funzioni avanzate e personalizzate, gestisce circa 10.000 titolari residenti e offre modalità operative evolute, come la gestione multi-targa e le notifiche via SMS.

L’ingresso nel database centralizzato nazionale avrebbe potuto comportare una semplificazione forzata, con il rischio di impoverire servizi già consolidati. Per evitare questo scenario, l’Amministrazione ha promosso un lavoro tecnico di armonizzazione dei dati e di “traduzione” informatica, affinché l’adesione al CUDE non si traducesse in un arretramento per i cittadini bolognesi.

“Non è stata una sfida semplice – sottolinea l’assessore alla Mobilità Michele Campaniello –. Far dialogare il nostro sistema con la piattaforma nazionale ha richiesto tempi supplementari, ma era indispensabile per non creare disagi. Con questo investimento garantiamo un’accessibilità europea e maggiore libertà di movimento ai nostri cittadini, oltre a un’accoglienza più fluida per chi arriva a Bologna”.

Sulla stessa linea Roberta Toschi, consigliera delegata alle Politiche per la disabilità, che evidenzia come la transizione sia stata guidata da un principio chiaro: l’innovazione deve semplificare la vita delle persone, non complicarla. L’eliminazione dell’obbligo di comunicare ogni spostamento fuori Comune riduce uno degli aspetti più onerosi sul piano pratico e psicologico per chi si muove frequentemente tra città diverse.

Cosa cambia da settembre 2026

Con l’attivazione del servizio, i titolari di contrassegno potranno richiedere il Codice Univoco CUDE. Attraverso SPID o Carta d’Identità Elettronica, accedendo al Portale dell’Automobilista o all’app iPatente, sarà possibile indicare la targa “attiva” valida per la circolazione nei Comuni aderenti.

Il sistema nazionale si affiancherà, senza sostituirle, alle funzionalità già operative a Bologna. Restano infatti confermati:

  • il collegamento stabile fino a due targhe al contrassegno;

  • la possibilità di effettuare fino a 12 modifiche annue delle targhe principali;

  • l’utilizzo di una targa giornaliera “jolly” fino a 50 volte l’anno, attivabile anche via SMS;

  • la continuità degli accordi regionali di interscambio con Ferrara, Forlì, Modena e Parma.

Le risorse necessarie agli adeguamenti tecnologici sono già state previste nel bilancio 2026. La data precisa di attivazione e le istruzioni operative saranno pubblicate sul sito istituzionale del Comune.

L’adesione alla piattaforma CUDE rappresenta un passaggio di sistema: meno burocrazia, maggiore interoperabilità tra territori, tutela delle abitudini consolidate. Un equilibrio delicato, costruito con attenzione tecnica e amministrativa, che punta a rendere la mobilità un diritto effettivo e non una procedura da gestire ogni volta da capo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to