Caricamento...

Bologna 365 Logo Bologna 365

Aula bioclimatica alla Diana: un cantiere che unisce architettura, natura e pedagogia

29/09/2025

Aula bioclimatica alla Diana: un cantiere che unisce architettura, natura e pedagogia

Nel cuore del Parco del Popolo di Reggio Emilia, la Scuola dell’Infanzia Diana avvia un intervento che guarda avanti senza rinunciare alla memoria dei luoghi. Sono partiti i lavori per una nuova aula bioclimatica, pensata come estensione viva degli spazi scolastici e come laboratorio permanente sull’ambiente e sui cicli della natura. La struttura, finanziata con quasi 350.000 euro dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito del programma per l’adattamento climatico in ambito urbano, si inserisce nella Strategia comunale di adattamento alle ondate di calore e alla gestione sostenibile delle acque.

Un’aula “adattiva” ispirata alla storia del parco

Il progetto, firmato dallo Studio Dusi, riprende il profilo dei dehor liberty degli chalet di inizio Novecento: una tettoia addossata all’edificio esistente, sostenuta da pilastri in acciaio da 12 cm e da un grigliato metallico progettato per il verde rampicante, in dialogo ideale con lo storico Chalet Bottazzi. Scelte tecniche e linguaggio architettonico vanno nella stessa direzione: ridurre l’isola di calore, migliorare il microclima e permettere l’uso dello spazio 12 mesi l’anno, con una pavimentazione in legno che incrementa comfort acustico e termico e un sistema integrato di raccolta delle acque meteoriche riutilizzate per irrigazione e attività didattiche. L’acciaio, completamente riciclabile, consente montaggi veloci, tempi di cantiere compressi e minori emissioni di polveri e rumore: un vantaggio ambientale, ma anche educativo, perché rende visibile ai bambini il ciclo dell’acqua e l’uso responsabile delle risorse.

Reggio Approach e partecipazione: lo spazio come terzo educatore

L’intervento nasce nel solco del Reggio Approach: lo spazio è “terzo educatore”, ambiente che orienta relazioni, linguaggi e curiosità. Accanto all’aula, è prevista la riprogettazione della tribuna all’aperto – una sequenza di gradoni, oggi usurata, che sarà ricostruita con la stessa tecnologia dell’aula – e la sostituzione della recinzione, più permeabile allo sguardo e più coerente con la continuità tra giardino scolastico e parco. Il percorso progettuale è stato partecipato: amministrazione, educatrici, famiglie e Consiglio Infanzia Città hanno contribuito a definire priorità e usi, perché “lo spazio rispecchi il punto di vista dei bambini”.

Il progetto del verde: biodiversità, ombra e aria che circola

L’agronoma Marcella Minelli cura il riordino cortilivo con una logica “adattiva”: aperture nella siepe per recuperare la vista sul parco e sul centro storico, nuove specie ombreggianti e rampicanti in continuità con la pergola bioclimatica, drenaggi in ingresso per contenere i picchi di pioggia e serbatoi accessibili ai bambini per l’irrigazione. L’obiettivo è duplice: abbassare le temperature superficiali nelle ore più calde e aumentare la biodiversità, così che i piccoli possano osservare stagionalità, fogliami, fioriture e il loro effetto sulla qualità dell’aria.

Conclusione operativa: i lavori termineranno entro novembre 2025, consegnando alla scuola un modello replicabile nelle altre infanzie cittadine, capace di coniugare sostenibilità, bellezza e funzione.