Artigianato emiliano-romagnolo, segnali di rallentamento ma quadro meno pesante
di Redazione
11/09/2025
Il secondo trimestre del 2025 consegna un’immagine complessa dell’artigianato emiliano-romagnolo. La produzione manifatturiera artigiana si è ridotta dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un calo che, pur confermando la fase di difficoltà, rappresenta la contrazione più contenuta dall’inizio della recessione del 2023.
Manifattura: ordini ed export
Nel comparto manifatturiero il fatturato ha registrato un calo del 2,2%, mentre gli ordini sono scesi dell’1,3%, andamento più debole rispetto al complesso dell’industria regionale. L’export ha comunque mostrato una tenuta significativa (-0,3%), con ordini dall’estero addirittura in lieve crescita (+0,5%). A confermare un atteggiamento più prudente, ma non di totale arretramento, è anche il grado di utilizzo degli impianti, rimasto stabile al 68%.
Dal punto di vista dimensionale, le imprese più piccole hanno evidenziato riduzioni marcate, mentre quelle di maggiore consistenza hanno limitato la perdita di ordini.
Base imprenditoriale in contrazione
Il dato forse più allarmante riguarda la riduzione di 750 imprese in un anno (-3%), con una contrazione che ha colpito soprattutto il settore moda (-5,6%) e la metallurgia (-2,3%). Anche alimentare, legno e mobile hanno segnato flessioni rilevanti. Le ditte individuali restano la forma giuridica prevalente, ma continuano a ridursi (-3%), mentre crescono solo, seppur marginalmente, le società di capitale (+0,2%).
Nelle costruzioni il quadro appare ancora più critico: il volume d’affari è crollato del 4,6%, con un calo netto della quota di imprese che hanno registrato un aumento. Anche qui, la perdita riguarda soprattutto le ditte individuali (-2,9%) e le società di persone (-4,2%), mentre le società di capitale segnano un +5,5%.
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