Adaptronics conquista l’EIC Accelerator: 2,5 milioni per la presa robotica elettro-adesiva “made in Bologna”
25/02/2026
Un grant da 2,5 milioni di euro assegnato dall’EIC Accelerator non è un premio di consolazione: è un segnale politico-industriale, perché l’European Innovation Council usa questi strumenti per spingere tecnologie che possono diventare infrastruttura strategica europea. In questo quadro si inserisce il risultato di Adaptronics, spin-off deep-tech dell’Università di Bologna, selezionata in una call altamente competitiva: oltre 900 candidature da 32 Paesi. La startup è risultata vincitrice nella challenge dedicata a robotica, servicing in-orbit e tecnologie per la resilienza dell’infrastruttura spaziale europea.
Fondata nel 2022, Adaptronics lavora su un anello spesso sottovalutato della catena robotica: la presa. In orbita, dove magneti e soluzioni pneumatiche diventano complicate o inefficaci, afferrare e rilasciare oggetti in modo affidabile è una questione di missione, non di comfort. Ed è qui che la tecnologia elettro-adesiva diventa interessante.
EAAL: l’adesione controllata che accelera i robot, a Terra e nello Spazio
Il cuore dell’azienda è la tecnologia proprietaria EAAL (Electro-Active Adhesive Layer), basata su forze elettrostatiche e dotata di feedback tattile integrato, pensata per consentire una presa “attiva” su oggetti di forma e materiale differenti.
Il dato che colpisce, anche fuori dalla nicchia spaziale, riguarda i tempi: attivazione e rilascio in meno di 10 millisecondi. A questa velocità si somma un’efficienza energetica dichiarata fino a 1000 volte superiore rispetto a soluzioni convenzionali, con un vantaggio ulteriore: l’eliminazione di componenti pneumatici, magnetici o meccanici complessi, che spesso rappresentano i punti deboli in ambienti estremi e nei sistemi ad alta affidabilità.
In prospettiva industriale, una presa che si monta come interfaccia, con sensori e controllo “on command”, può tradursi in linee più flessibili e in end-effector capaci di gestire l’imprevisto: superfici irregolari, materiali misti, oggetti fragili o variabili. Nel dominio spaziale, la stessa logica apre scenari legati a manutenzione, rifornimento, estensione della vita operativa dei satelliti e gestione dei detriti, ambiti diventati centrali per la sostenibilità dell’orbita e la sicurezza delle infrastrutture.
Un finanziamento che spinge il “time-to-market” e la scala europea
Secondo quanto riportato nelle comunicazioni legate al risultato, il finanziamento servirà ad accelerare la traiettoria verso applicazioni in orbita e a comprimere i tempi di industrializzazione: portare una tecnologia dal laboratorio al campo richiede test, qualifiche e dimostrazioni in condizioni operative, soprattutto quando l’ambiente di destinazione è lo spazio.
Il contesto EIC è, per definizione, orientato alla crescita: l’Accelerator sostiene innovazioni con potenziale di mercato e maturità tecnologica avanzata, offrendo grant e, in altri casi, anche strumenti di investimento. Dentro questa cornice, Adaptronics punta a consolidarsi come riferimento europeo per la presa elettro-adesiva, con un profilo che negli ultimi mesi si è già rafforzato grazie a round e attenzione mediatica internazionale sul tema della manipolazione robotica avanzata.
La squadra, infine, racconta una tipica storia di spin-off ben costruito: CEO Lorenzo Agostini, COO Camilla Conti, guida R&D Rocco Vertechy, con un team multidisciplinare che oggi conta circa 15 persone, e figure dedicate a hardware e applicazioni spaziali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to