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A Bologna la Senologia Interaziendale: un polo unico per screening e diagnosi del tumore al seno

12/02/2026

A Bologna la Senologia Interaziendale: un polo unico per screening e diagnosi del tumore al seno

C’è un passaggio, nelle politiche sanitarie, che segna la differenza tra una buona organizzazione e un sistema capace di evolvere: la scelta di integrare competenze, tecnologie e percorsi clinici superando i confini amministrativi. A Bologna prende forma uno dei Centri screening e diagnostica del tumore della mammella più rilevanti del Paese per volumi e complessità: la Senologia Interaziendale di Ausl e Irccs Policlinico Sant’Orsola.

La nuova struttura unifica le attività di prevenzione, screening e diagnostica finora svolte separatamente dalle due aziende sanitarie, dando vita a un modello integrato che mette a sistema professionisti, apparecchiature e organizzazione. Alla presentazione ufficiale sono intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, sottolineando il valore strategico dell’operazione.

Numeri, tecnologie e competenze: il peso di una rete integrata

I volumi fotografano la dimensione dell’intervento. Ogni anno, nel territorio dell’Ausl di Bologna, vengono eseguite oltre 90mila mammografie; più di 70mila rientrano nel programma di screening che invita circa 100mila donne, con un’adesione media di sette su dieci. Nel 2025, a Bologna, la partecipazione ha raggiunto il 77%, in crescita rispetto al 72% dell’anno precedente.

La Senologia Interaziendale, diretta da Antonio Tafà, può contare su 17 mammografi di ultima generazione, grazie alla sostituzione completa delle apparecchiature più datate finanziata con fondi Pnrr, e su 46 professionisti tra personale clinico e assistenziale.

Opera in stretta sinergia con le due Breast Unit cittadine – all’Irccs Sant’Orsola, guidata da Claudio Zamagni, e all’Ospedale Bellaria, diretta da Antonella Baldissera – che nel solo 2024 hanno diagnosticato e preso in carico 780 tumori della mammella. Complessivamente, tra attività di screening e clinica, si superano ogni anno le mille nuove diagnosi.

L’integrazione non è un dettaglio organizzativo: significa percorsi più omogenei, tempi coordinati, maggiore continuità tra prevenzione e trattamento.

Screening e diagnosi precoce: i dati regionali

In Emilia-Romagna lo screening mammografico, gratuito e organizzato per la fascia 45-74 anni, ha consentito una riduzione della mortalità del 56% tra le donne che vi hanno aderito e una diminuzione del 26% delle forme avanzate di carcinoma. Al 1° gennaio 2026 l’adesione regionale nei tempi raccomandati si attesta al 73,9%. Per lo screening del tumore della cervice uterina (25-64 anni) la percentuale è del 67,4%.

Nel territorio dell’Ausl Bologna, nel 2024, il 5% degli esami di screening – circa 3.500 donne – ha richiesto approfondimenti. Per 2.500 si è trattato di esami non invasivi; in circa mille casi sono state necessarie biopsie. A 300 donne è stato diagnosticato un tumore maligno, nell’80% dei casi un carcinoma invasivo: pazienti prive di sintomi evidenti che hanno potuto accedere tempestivamente alle cure grazie al programma di screening. L’incidenza varia con l’età: una diagnosi ogni 382 donne tra 45 e 49 anni, una ogni 205 tra 50 e 69, una ogni 93 tra 70 e 74.

La nuova Senologia Interaziendale si inserisce in una rete metropolitana di integrazioni sanitarie che sale a 31 progetti condivisi tra aziende. Un assetto che punta a garantire qualità omogenea dei servizi, equità di accesso e valorizzazione delle competenze professionali. Per le pazienti, significa percorsi più chiari e strutture che dialogano tra loro; per il sistema, la possibilità di affrontare prevenzione e cura con una regia unica, in un ambito dove la tempestività resta la prima alleata.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.