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A Bologna due giornate per rileggere la strage di Ustica con sguardo storico

25/10/2025

A Bologna due giornate per rileggere la strage di Ustica con sguardo storico

Il 24 e 25 ottobre, la Sala Anziani di Palazzo d’Accursio accoglierà studiosi, storici e testimoni per il convegno “La strage di Ustica. Storicizzare l’inconfessabile abbattimento di un aereo civile”, a cura della Fondazione Museo per la Memoria di Ustica e dello storico Luca Alessandrini.
Un appuntamento che intende ricostruire il contesto storico e politico in cui avvenne l’abbattimento del DC-9 Itavia il 27 giugno 1980, un evento che ha segnato la coscienza civile del Paese.

Una riflessione scientifica sulla memoria e sulla verità

Il convegno nasce da una lunga tradizione di ricerca e di confronto, alimentata dall’Associazione Parenti delle Vittime, dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna, che nel 2024 hanno istituito la Fondazione Museo.
Sotto la direzione di Alessandrini, sono stati realizzati negli anni diversi momenti di approfondimento, da “1980: l’anno di Ustica” a “Ustica e gli anni Ottanta”, fino alla giornata di studi “Il bisogno di verità. La Direttiva Renzi”, dedicata alla declassificazione dei documenti di Stato.

L’obiettivo non è quello di denunciare omissioni o depistaggi, ma di proporre strumenti interpretativi fondati sulla conoscenza storica, restituendo un quadro più lucido delle relazioni internazionali e delle tensioni interne all’Italia di quegli anni.

Un dialogo tra storici, testimoni e istituzioni

Tra i relatori, Giuliano Amato, già Presidente del Consiglio e della Corte Costituzionale, offrirà la sua testimonianza politica in collegamento da remoto.
Interverranno inoltre studiosi di storia contemporanea, esperti di relazioni internazionali, specialisti di tecnologia e fisica della materia, per esaminare il contesto di uno degli episodi più complessi del secondo dopoguerra.

L’incontro segna la conclusione di una trilogia di studi, ma apre a una nuova stagione di ricerca e di memoria condivisa, ponendo Bologna ancora una volta al centro della riflessione civile sul senso della verità pubblica.