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Tour enogastronomico nei dintorni di Bologna

23/10/2025

Tour enogastronomico nei dintorni di Bologna
L’Emilia-Romagna è una delle capitali mondiali del gusto, e Bologna ne rappresenta il cuore pulsante. Tuttavia, è nei suoi dintorni che si nascondono tesori autentici, luoghi in cui la tradizione culinaria si fonde con paesaggi rurali e una cultura dell’ospitalità radicata e sincera. Un tour enogastronomico nei dintorni di Bologna è un’esperienza multisensoriale: profumi, sapori e incontri con produttori locali scandiscono un viaggio che lascia il segno.

Colli Bolognesi: dove il vino incontra la storia

A pochi chilometri dal centro storico, i Colli Bolognesi offrono uno dei primi itinerari ideali per un tour enogastronomico autentico. Le colline che si sviluppano verso sud sono coperte di vigneti ordinati che danno vita a vini come il Pignoletto DOCG, fresco e fruttato, simbolo della zona. In queste zone è facile imbattersi in cantine a conduzione familiare che aprono le porte ai visitatori per degustazioni guidate. La tipicità è il filo conduttore: ogni sorso racconta la storia di un territorio e di chi lo lavora. Tra un assaggio e l’altro, si può godere della vista sulle vallate e, nelle giornate limpide, scorgere la pianura padana fino alle Alpi.

Castelvetro di Modena: aceto balsamico e Lambrusco Grasparossa

Spostandosi verso ovest, ci si immerge in un paesaggio collinare che profuma di mosto e legno d’acetoia. Castelvetro è il regno dell’aceto balsamico tradizionale di Modena DOP, un prodotto unico, invecchiato in botti di legno pregiate per almeno 12 anni. Qui è possibile visitare le acetaie storiche, respirare il profumo dell’aceto in fermentazione, conoscere le diverse fasi di produzione e, soprattutto, assaggiare il nettare scuro che ha conquistato il mondo. A fare da perfetto abbinamento, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, vino frizzante dal colore rubino intenso, che trova nel salume emiliano il suo miglior alleato.

Savigno e la Valsamoggia: regno del tartufo bianco

Nel cuore della Valsamoggia, tra boschi e campi coltivati, si trova Savigno, piccola perla conosciuta per il suo tartufo bianco pregiato. Il paese è protagonista di una manifestazione enogastronomica che attira appassionati da tutta Italia, ma durante tutto l’anno è possibile partecipare a escursioni con i tartufai locali, accompagnati da cani addestrati alla ricerca del prezioso fungo ipogeo. Le osterie e i ristoranti della zona propongono piatti raffinati e rustici, dove il tartufo viene esaltato senza essere sovrastato: tagliolini al burro e tartufo, uovo morbido con lamelle, carpacci di carne cruda leggermente conditi. Una cucina che valorizza l’essenza della materia prima.

Imola e Dozza: tra Sangiovese e arte muraria

A est di Bologna, la zona di Imola e del borgo di Dozza è strettamente legata alla cultura del Sangiovese di Romagna, un rosso corposo e deciso. Le colline imolesi ospitano numerose cantine, alcune delle quali situate in edifici storici, che propongono degustazioni abbinate a salumi, formaggi e piatti caldi della tradizione. Dozza è un piccolo gioiello medievale, noto anche per i suoi murales artistici che adornano le case del borgo. Qui si trova anche l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, punto di riferimento per chi desidera approfondire la conoscenza dei vini locali.

Spilamberto e Vignola: tra ciliegie e salumi

Più a nord, Spilamberto e Vignola sono due tappe imprescindibili per un tour enogastronomico nei dintorni di Bologna. Spilamberto è legata anch’essa alla produzione dell’aceto balsamico, mentre Vignola è famosa per le sue ciliegie IGP, raccolte tra fine maggio e inizio giugno, e protagoniste di sagre e mercati. In questa zona, la cultura del maiale è onnipresente: coppa, pancetta, ciccioli, mortadella e salame rosa sono solo alcuni dei prodotti tipici. I norcini locali tramandano da generazioni le tecniche di lavorazione e stagionatura, che qui raggiungono livelli di eccellenza.

Argelato e Bentivoglio: il regno della mortadella

Se c’è un prodotto simbolo della gastronomia bolognese, è sicuramente la mortadella. E non c’è luogo più rappresentativo per conoscerla che le campagne a nord di Bologna, in particolare i comuni di Argelato e Bentivoglio. Qui si trovano laboratori artigianali che ancora insaccano e cuociono la mortadella in forni tradizionali, offrendo la possibilità di seguire tutto il processo produttivo. Degustarla calda, appena affettata, con una fetta di pane casereccio, è un’esperienza che riporta all’essenza della semplicità emiliana. La mortadella è anche l’ingrediente principe di piatti come i tortellini e il ripieno per la gramigna con salsiccia, icone della cucina bolognese.

San Giovanni in Persiceto e Crevalcore: ortaggi e tradizione contadina

Questa zona, a ovest di Bologna, è caratterizzata da un’agricoltura fertile e variegata. I mercati contadini offrono una straordinaria selezione di ortaggi di stagione, dalle zucche alle cipolle borettane, fino ai cardi e ai porri, protagonisti delle ricette autunnali. Molti agriturismi propongono menu a chilometro zero, dove tutto, dal pane alle conserve, viene preparato in casa. Le ricette seguono il ritmo delle stagioni e delle feste religiose, come i tortelloni di ricotta, la polenta con ragù di cortile, o le crescentine fritte con salumi e formaggi freschi.

Marzabotto e l’Appennino bolognese: funghi, castagne e cucina di montagna

Più si sale verso l’Appennino, più il paesaggio si fa selvaggio e la cucina assume sfumature montane. Marzabotto e i borghi limitrofi offrono itinerari immersi nei boschi, ideali per raccogliere funghi porcinicastagneerbe selvatiche e piccoli frutti. La gastronomia qui è rustica, calorosa: zuppe di farro, polenta, tagliatelle ai funghi, arrosti di selvaggina, salumi di montagna. La tigella viene spesso servita come pane da accompagnamento, insieme a salse fatte in casa e formaggi di pecora locali.

Formaggi tipici: Parmigiano, Squacquerone, Raviggiolo

Un tour enogastronomico nei dintorni di Bologna non può trascurare il mondo caseario. Il Parmigiano Reggiano DOP, pur essendo originario della zona tra Parma e Reggio Emilia, è prodotto anche nei comuni più occidentali della provincia di Bologna. Visitare un caseificio permette di assistere alla lavorazione del latte, alla salatura e alla lunga stagionatura. Più a sud e verso la Romagna, si scoprono formaggi freschi come lo squacquerone, tipico compagno della piadina, e il raviggiolo, dalla consistenza morbida e dal sapore delicato, spesso servito con miele o marmellate fatte in casa.

Pasta fresca: sfogline e tradizione fatta a mano

La sfoglia tirata al mattarello è una delle immagini più iconiche della cultura bolognese. Nei laboratori artigianali dei paesi attorno a Bologna, le sfogline continuano a preparare a mano tagliatelle, tortellini, lasagne, balanzoni e passatelli. Partecipare a un laboratorio o a una dimostrazione è un’esperienza che arricchisce il viaggio: si impara a riconoscere la giusta consistenza della sfoglia, a chiudere i tortellini con maestria e a cucinare secondo ricette tramandate di madre in figlia. La pasta fresca è un ponte tra passato e presente, un elemento identitario che unisce tutta la regione.

Dolci e tradizioni da forno

Infine, ogni tappa di un tour enogastronomico nei dintorni di Bologna si chiude con un dolce: la ciambella bolognese, il pan speziale, i raviole ripiene di mostarda o marmellata, le pinze con la saba. Le pasticcerie storiche e i forni locali mantengono vive queste tradizioni, proponendo dolci semplici ma ricchi di significato culturale. In autunno, fanno la loro comparsa le castagnole, mentre durante le feste natalizie si trovano certosini e zuccherini montanari, glassati e decorati a mano. Prodotti che raccontano le stagioni, le ricorrenze e l’identità di una terra ricca di sapore.