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Torri di Bologna: un viaggio tra storia, architettura e panorami mozzafiato

22/09/2025

Torri di Bologna: un viaggio tra storia, architettura e panorami mozzafiato
Bologna, con il suo fascino medievale, le sue piazze brulicanti e i suoi portici infiniti, è una città che continua a sorprendere con il suo patrimonio storico vivo. Tra i suoi simboli più immediati e riconoscibili le Torri di Bologna svettano come testimonianza di un passato ricco di potere, arte e bellezza. Alla Torre degli Asinelli e alla Torre Garisenda, in particolare, è legata una storia che unisce le lotte nobiliari, la scienza, le leggende e un impareggiabile punto di vista sui panorami di Bologna.

Lo skyline della città turrita

Fin dal Medioevo, Bologna è stata definita “turrita”, ovvero città dotata di numerose torri. In epoca comunale e pre-comunale, nobili e famiglie potenti costruivano torri sia come segno di prestigio, sia come fortificazioni. Le torri erano strumenti di difesa, simboli visibili del potere locale, punti d’osservazione e, a volte, manifestazioni di rivalità tra casate. Nel corso dei secoli molte di quelle torri sono cadute, sono state abbattute o sono andate in rovina; oggi restano poche decine, e tra queste due sono le più celebri: la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda. Le Due Torri sono poste nel cuore del centro storico, all'incrocio di importanti vie come Via Rizzoli, Strada Maggiore, Via Zamboni e Via Castiglione. Questo crocevia antico le rende un punto di riferimento urbano fortissimo, un simbolo riconoscibile da ogni angolo del centro cittadino.

Storia e caratteristiche della Torre degli Asinelli

La Torre degli Asinelli è la più alta tra le Torri di Bologna, con i suoi 97,20 metri di altezza. È una delle torri medievali pendenti più alte d’Italia e una delle meglio conservate. La sua costruzione risale tra il 1109 e il 1119, attribuita alla famiglia Asinelli, da cui prende il nome. Tuttavia, studi recenti ipotizzano che la base della torre potrebbe essere ancora più antica, e che la famiglia ne abbia ereditato o rilevato una preesistenza architettonica. La struttura interna è composta da 498 gradini in legno che conducono alla sommità. L’ascesa è faticosa ma ogni sforzo viene ripagato: dalla cima si gode di un’eccezionale veduta a 360 gradi, che nei giorni limpidi spazia dai colli bolognesi fino all’Adriatico. Nei secoli, la torre ha avuto diversi utilizzi, tra cui quello di prigione, torre di segnalazione, punto di controllo militare e perfino osservatorio scientifico durante il periodo illuminista.

La Torre Garisenda: bellezza pendente

Accanto alla sorella maggiore si erge la Torre Garisenda, un tempo alta quasi quanto l’Asinelli, ma poi ridotta per via del cedimento del terreno e dell’eccessiva inclinazione. Oggi misura circa 47 metri, ma la sua pendenza fortemente marcata le conferisce un’aura suggestiva e unica. La torre fu costruita dalla famiglia Garisendi nel XII secolo e venne abbassata nel Trecento per motivi di sicurezza. La sua inclinazione impressionante ‒ visibile anche a occhio nudo ‒ ha da sempre attirato l’attenzione di poeti e viaggiatori. Il più celebre tra questi fu Dante Alighieri, che la citò nel Canto XXXI dell’Inferno della Divina Commedia, usandola come metafora della caduta di un gigante. Pur non essendo visitabile, la Garisenda è una delle presenze architettoniche più potenti della città, tanto che di recente è stata sottoposta a interventi di monitoraggio e restauro, per preservarla da ulteriori deterioramenti.

Panorami da sogno

Salire sulla Torre degli Asinelli è un’esperienza che mette alla prova resistenza e curiosità. Dalla sommità si aprono panorami straordinari su Bologna: i tetti rossi, le torri minori, le cupole barocche, i portici che si snodano come vene urbane. Nei giorni di visibilità ottimale, si può addirittura scorgere il mare Adriatico e, nelle giornate più terse, le cime delle Alpi lontane. Ma non è solo l’altezza a emozionare. Anche dal basso, osservando le Due Torri da Piazza di Porta Ravegnana, si ha l’impressione di essere davanti a guardiani silenziosi del tempo. L’intero contesto urbano è un palcoscenico in cui queste due torri recitano il ruolo principale. Al tramonto, le ombre si allungano sulla pavimentazione in pietra, e l’atmosfera diventa quasi mistica.

L’influenza delle torri nella cultura bolognese

Le Torri di Bologna non sono solo monumenti storici: sono parte integrante dell’identità cittadina. Le loro forme sono riprodotte in loghi, simboli istituzionali, souvenir e opere artistiche. La loro immagine compare nei libri di testo, nelle illustrazioni per bambini, nei materiali promozionali e perfino nei tatuaggi dei più affezionati. In particolare, la Torre degli Asinelli è divenuta una vera e propria icona visiva della città, tanto quanto il Nettuno o la Basilica di San Petronio. In ambito culturale e popolare, le Due Torri rappresentano anche un riferimento immaginario, un luogo di appuntamenti, di inizio delle passeggiate storiche o di ritrovo per studenti e turisti. Gli stessi bolognesi le osservano ogni giorno con un senso di appartenenza profondo, come si guarda a un elemento familiare che, pur immobile, accompagna il passare degli anni. Le Due Torri, con la loro forma slanciata e il loro linguaggio silenzioso, sono parte viva dell’anima cittadina.

Le torri come simbolo del tempo e della sfida

Le Torri di Bologna parlano anche di tempo e di resistenza. In una città che ha vissuto guerre, rivolte, alluvioni e cambiamenti urbanistici radicali, esse sono rimaste ferme, osservando tutto dall’alto. La verticalità delle torri è un messaggio: elevarsi, guardare più in là, pensare in prospettiva. Eppure questa stessa altezza è fragile, soggetta alle forze della natura e alla debolezza del suolo. La Torre Garisenda, con la sua inclinazione sempre più preoccupante, è il simbolo più eloquente di questo equilibrio delicato. Nel tempo moderno, le torri hanno assunto un nuovo significato: moniti della fragilità urbana, necessità di prendersi cura del proprio patrimonio, esempi viventi di ciò che accade quando la bellezza non è accompagnata dalla manutenzione. L’attenzione della cittadinanza verso di esse è cresciuta, e oggi i bolognesi non vedono solo un’opera d’arte, ma anche una responsabilità collettiva. Le Due Torri sono testimoni secolari che meritano rispetto, studio e protezione, affinché possano continuare a offrire panorami di Bologna e memorie a tutte le generazioni future.

Un punto d’incontro tra memoria e futuro

Le Torri di Bologna non sono soltanto un frammento di passato, ma costituiscono anche una piattaforma culturale e sociale in continua evoluzione. Attorno a esse si organizzano eventi artistici, visite guidate, iniziative didattiche e percorsi turistici che coinvolgono scuole, università, associazioni e viaggiatori da tutto il mondo. Le torri sono diventate poli di dialogo tra il patrimonio storico e la creatività contemporanea, in grado di ispirare nuovi linguaggi espressivi, dalla fotografia alla musica, dalla street art alla realtà aumentata. Questo rinnovato interesse non è casuale: rappresenta un segnale del bisogno crescente di radici, di luoghi autentici che raccontino chi siamo stati per capire chi stiamo diventando. Le Due Torri, con la loro architettura imponente e il loro silenzio eloquente, continuano a essere spazio di riflessione e immaginazione, in grado di connettere epoche diverse. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla virtualità, esse restano ferme, reali, concrete, come colonne portanti della memoria urbana e simboli vivi di una città che, pur cambiando, non dimentica mai il proprio volto.