San Benedetto Val di Sambro, tre milioni di euro per la messa in sicurezza della frana
di Redazione
08/09/2025
Un fronte franoso che da decenni incombe sul territorio e che l’ondata di maltempo dell’autunno 2024 ha riattivato con conseguenze pesanti: abitazioni evacuate, corsi d’acqua interrotti e una comunità costretta a convivere con il rischio. A San Benedetto Val di Sambro, in località Ca’ di Sotto, la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo un piano di consolidamento e monitoraggio da oltre 3 milioni di euro, affiancato da un programma di studi e indagini per capire come evolverà il movimento della frana.
Lavori in corso tra canali di sfioro e regimazione delle acque
Gli interventi più urgenti hanno interessato la parte bassa della frana, dove è stato già completato il collegamento tra il lago formatosi a seguito del movimento franoso e il tratto di valle del torrente Sambro. Sono state riattivate e modificate le condotte interrate dell’impianto realizzato dopo la frana del 1994 e, nel frattempo, si sta lavorando sul canale sfioratore di superficie per aumentarne la stabilità e la capacità di deflusso.
Nella parte alta, invece, l’opera si concentra sulla regimazione delle acque superficiali per evitare ulteriori destabilizzazioni del terreno. Il livello del lago, che cresce di circa 10 centimetri al giorno, viene costantemente monitorato: la gestione è affidata all’Università di Bologna, incaricata di sorvegliare l’intera area con un sistema avanzato di rilevamento.
Sopralluogo delle istituzioni e prospettive future
Il presidente della Regione Michele de Pascale, la sottosegretaria con delega alla Protezione civile Manuela Rontini e il commissario straordinario Fabrizio Curcio hanno visitato i cantieri insieme al sindaco Alessandro Santoni, verificando di persona l’avanzamento dei lavori. “Siamo davanti a una delle situazioni di dissesto idrogeologico più complesse dell’Emilia-Romagna – ha spiegato de Pascale – e stiamo lavorando in sinergia con Comune e Protezione civile per sperimentare anche soluzioni innovative, grazie a un accordo con l’Università e la Fondazione Del Monte”.
Curcio ha sottolineato che, chiuse le opere urgenti relative al 2023, sarà necessario ridefinire le risorse per gli eventi del 2024, mentre il sindaco Santoni ha ricordato l’importanza di avviare studi approfonditi per individuare un assetto del territorio più sicuro e stabile.
Il prossimo passo sarà una nuova campagna di sondaggi e indagini geologiche, finanziata con oltre 1,4 milioni di euro del Piano degli interventi urgenti, che servirà a comprendere i possibili scenari evolutivi della frana e a progettare ulteriori opere di mitigazione del rischio.
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