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Bologna, revisione dei trattori a ruote veloci: chiesta la proroga delle scadenze

18/02/2026

Bologna, revisione dei trattori a ruote veloci: chiesta la proroga delle scadenze

La revisione obbligatoria dei trattori agricoli a ruote di tipo “veloce” entra in una fase operativa che, almeno sulla carta, appare ormai definita. Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 25 novembre 2025 ha fissato linee guida puntuali per l’esecuzione dei controlli tecnici sui mezzi appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5b, vale a dire trattori con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h e impiegati prevalentemente su strade pubbliche. Le disposizioni risultano efficaci dal 1° febbraio 2026.

Il provvedimento individua anche un calendario stringente: entro il 30 giugno 2026 dovranno essere sottoposti a controllo i trattori immatricolati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2019; entro il 31 dicembre 2026 sarà la volta di quelli immatricolati tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2022. Una scansione temporale che coinvolge un numero considerevole di macchine, molte delle quali utilizzate quotidianamente nelle aziende agricole.

Le criticità operative segnalate dalle imprese

Alla definizione normativa non è però corrisposta, almeno finora, un’adeguata capacità operativa. Dal territorio emergono segnalazioni diffuse di difficoltà nell’accesso ai controlli tecnici, legate in primo luogo alla carenza di officine autorizzate disponibili a effettuare le revisioni e, in secondo luogo, al rifiuto o all’impossibilità di alcune sedi della Motorizzazione di procedere con le verifiche.

Il risultato è un evidente scollamento tra obbligo giuridico e condizioni materiali per adempiervi. Senza una rete effettivamente funzionante di centri autorizzati e ispettori qualificati, il rispetto delle scadenze fissate dal decreto rischia di diventare un obiettivo irrealizzabile, con conseguenze potenzialmente rilevanti per le imprese agricole, che si troverebbero esposte a sanzioni pur in assenza di strumenti concreti per mettersi in regola.

Va inoltre considerato il volume dei mezzi coinvolti: il parco macchine agricolo interessato dalla prima finestra temporale è numeroso e distribuito capillarmente sul territorio. In mancanza di un potenziamento organizzativo, risulta difficile immaginare che le revisioni possano essere eseguite nei tempi previsti.

La richiesta di intervento al Ministero

Alla luce di queste criticità, è stata avanzata alla Confederazione la richiesta di attivarsi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per ottenere una proroga delle scadenze attualmente previste. L’obiettivo è duplice: da un lato evitare penalizzazioni alle aziende agricole per ritardi non imputabili alla loro volontà; dall’altro sollecitare misure organizzative capaci di rendere realmente operativa la rete dei controlli.

Una proroga, in questo contesto, non rappresenterebbe un arretramento sul piano della sicurezza stradale o della regolarità tecnica dei mezzi, ma uno strumento di equilibrio tra obblighi normativi e capacità amministrativa. Parallelamente, appare indispensabile promuovere iniziative che favoriscano l’autorizzazione di nuove officine, la formazione di ispettori e una maggiore chiarezza nelle procedure applicative.

Per le imprese agricole, la certezza delle regole passa anche dalla possibilità concreta di rispettarle. Senza un intervento tempestivo, il rischio è quello di generare contenzioso diffuso e un clima di incertezza operativa che finirebbe per gravare ulteriormente su un comparto già sottoposto a forti pressioni economiche e organizzative.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.