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Rapporto biennale sulla parità salariale di genere: obbligo per le imprese entro il 30 aprile 2026

16/03/2026

Rapporto biennale sulla parità salariale di genere: obbligo per le imprese entro il 30 aprile 2026

Entro il 30 aprile 2026 le imprese pubbliche e private con più di 50 dipendenti dovranno compilare e trasmettere il Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024–2025. Si tratta di un adempimento ormai consolidato nel panorama normativo italiano, ma che assume oggi una rilevanza ancora più marcata nel quadro delle politiche europee dedicate alla trasparenza retributiva e alla promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne nel mercato del lavoro.

La trasmissione del rapporto consente di raccogliere informazioni dettagliate sulla composizione della forza lavoro aziendale, sui livelli di inquadramento, sulle differenze retributive, sulle opportunità di carriera e sulle condizioni di accesso alla formazione professionale. Dati che, se analizzati con attenzione, permettono di individuare eventuali squilibri e di avviare percorsi di miglioramento nelle politiche aziendali.

Le imprese con meno di 50 dipendenti non sono soggette all’obbligo, ma possono comunque compilare e trasmettere il rapporto su base volontaria, contribuendo così alla costruzione di una base informativa più ampia e utile alle istituzioni e agli organismi che si occupano di pari opportunità.

Un adempimento che anticipa la direttiva europea sulla trasparenza salariale

Il valore del rapporto biennale è destinato a crescere ulteriormente con il recepimento della Direttiva UE 2023/970, che introduce nuove regole in materia di trasparenza retributiva e parità salariale tra uomini e donne. La normativa europea individua infatti nel monitoraggio sistematico delle differenze di genere uno degli strumenti fondamentali per contrastare le disuguaglianze nel lavoro.

In questo contesto, il rapporto biennale rappresenta una fonte di dati indispensabile per comprendere la distribuzione delle opportunità professionali e delle retribuzioni all’interno delle aziende. Le informazioni raccolte consentono alle istituzioni di elaborare politiche più mirate e di verificare l’efficacia delle misure adottate per favorire l’equità nel mondo del lavoro.

Il documento svolge inoltre una funzione di supporto per le attività di vigilanza e monitoraggio condotte dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dal Ministero del Lavoro e dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Un ruolo altrettanto rilevante è svolto dalle consigliere e dai consiglieri di parità, che operano nell’ambito del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (D.Lgs. 286/2006) per prevenire e contrastare eventuali condotte discriminatorie.

Modalità di compilazione e possibili sanzioni per le imprese

La compilazione del rapporto avviene esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale “Servizi Lavoro” del Ministero del Lavoro, dove dal 1° marzo 2026 è disponibile il modello online. Le imprese possono accedere alla piattaforma per inserire direttamente i dati richiesti e completare la procedura digitale.

Una volta terminata la compilazione, il sistema rilascia automaticamente una ricevuta di avvenuta redazione, documento che equivale alla trasmissione ufficiale del rapporto alla consigliera o al consigliere regionale di parità competente per territorio.

Per quanto riguarda il biennio precedente 2022–2023, il termine ultimo per il caricamento dei dati è stato fissato al 15 marzo 2026.

La normativa prevede sanzioni in caso di mancata o irregolare presentazione del rapporto. L’omessa trasmissione può comportare una multa amministrativa compresa tra 103 e 516 euro, mentre la presentazione di un documento incompleto o contenente informazioni non veritiere può comportare sanzioni che vanno da 1.000 a 5.000 euro.

Se il rapporto non viene trasmesso entro dodici mesi dall’invito formale della Direzione regionale del lavoro, l’azienda può inoltre subire la sospensione per un anno dei benefici contributivi, con conseguenze significative sul piano economico.

La corretta compilazione del rapporto rappresenta quindi non soltanto un obbligo amministrativo, ma anche uno strumento di trasparenza e responsabilità sociale che consente alle imprese di valutare in modo più consapevole l’equilibrio interno delle proprie politiche del personale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to