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Pippo Delbono al Rosebud: “Bobò – La voce del silenzio”, un omaggio che attraversa teatro e vita

15/01/2026

Pippo Delbono al Rosebud: “Bobò – La voce del silenzio”, un omaggio che attraversa teatro e vita
Foto di Cinema Rosebud - post Facebook

Ci sono film che nascono da un’urgenza privata e arrivano in sala con una forma quasi inevitabile, come se l’immagine fosse l’unico modo possibile per tenere insieme memoria e presente. Giovedì 15 gennaio 2026 alle 21, al Cinema comunale Rosebud di Reggio Emilia, Pippo Delbono sarà ospite per presentare “Bobò – La voce del silenzio” (Italia, 2025, 81’), documentario costruito attorno alla figura di Vincenzo Cannavacciuolo (1936–2019), per tutti Bobò, artista e presenza costante in molte tappe del lavoro teatrale e cinematografico del regista.

Un incontro ad Aversa e un artista “invisibile” che diventa centro scena

Il cuore del film sta in un fatto noto a chi segue Delbono, ma che qui viene riattraversato con un’attenzione quasi tattile: Bobò, sordomuto, analfabeta e microcefalo, ha trascorso decenni nel manicomio di Aversa; nel 1995 Delbono lo incontra durante una visita e da lì nasce un legame che cambia traiettorie, linguaggi, persino la grammatica emotiva con cui il regista mette in scena corpi e fragilità. Bobò, fino a quel momento fuori da ogni sguardo pubblico, entra nella compagnia e diventa un interprete capace di “dire” senza parole, con una qualità che non chiede traduzione, perché arriva prima del significato, come ritmo, presenza, sguardo.

Nel racconto che circola attorno al film — e che diverse sale hanno ripreso nelle loro schede — questa relazione viene descritta come un punto di svolta: Bobò non è un personaggio “raccontato”, è un agente che sposta l’asse della scena, ridefinendo il modo stesso di guardare.

La serata al Cinema Rosebud: proiezione evento e biglietti online

L’appuntamento reggiano è presentato come proiezione con ospite il regista, una formula che, quando funziona, trasforma il dopo-film in una seconda parte della visione: non spiegazione, piuttosto contesto, traiettorie, decisioni di montaggio, materiali rimasti fuori, e quella zona delicata in cui un’opera dedicata a un amico rischia l’agiografia e invece cerca una voce più asciutta, capace di reggere anche il peso del tempo.

La serata è realizzata in collaborazione con FICE Emilia-Romagna (Federazione Italiana del Cinema d’Essai). Per informazioni e biglietti la pagina di riferimento è il sito del Rosebud.

Un film che parla di corpi, tempo, ascolto

“Bobò – La voce del silenzio” si colloca nel territorio dove Delbono è più riconoscibile: l’attenzione ai corpi che portano una storia prima ancora di pronunciarla, la cura per ciò che resta ai margini, la scelta di un cinema che non “spiega” ma si espone, accetta il rischio dell’incontro. È anche un titolo che, detto così, sembra promettere una metafora; poi arriva Bobò, e la metafora si ritira, perché il silenzio diventa presenza, e la presenza diventa racconto.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.