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Mancia obbligatoria, Fipe-Confcommercio: «Proposta inapplicabile e dannosa per la ristorazione»

10/09/2025

Mancia obbligatoria, Fipe-Confcommercio: «Proposta inapplicabile e dannosa per la ristorazione»

Le dichiarazioni del maître Piero Pompili sull’ipotesi di introdurre una mancia obbligatoria sullo scontrino hanno sollevato un acceso dibattito nel mondo della ristorazione. A smorzare i toni e chiarire la posizione ufficiale è intervenuto Roberto Melloni, presidente di Fipe-Confcommercio Ascom Bologna, che ha respinto l’idea definendola “inadatta e inapplicabile”.

Melloni: «La mancia resta un gesto libero, non un’imposta»

Secondo Melloni, legare la gratifica al conto rischierebbe di creare tensioni con i clienti senza risolvere il problema dei salari. «La mancia – spiega – deve restare un riconoscimento spontaneo per il servizio ricevuto. Pensare di trasformarla in una voce obbligatoria significa scaricare sui consumatori la responsabilità delle criticità del settore, quando invece servono soluzioni strutturali legate al costo del lavoro e alla fiscalità».

Il presidente ricorda che la Federazione ha già ottenuto un risultato concreto con la detassazione delle mance, consentendo ai dipendenti di sala e cucina di ricevere in busta paga l’intero importo versato dal cliente, senza il rischio che il ristoratore se ne appropri.

Un tema che va oltre la ristorazione

Melloni sottolinea inoltre che il nodo delle retribuzioni riguarda l’intero mercato del lavoro e non solo i pubblici esercizi. «Si tratta di una questione trasversale – afferma – che investe potere d’acquisto, inflazione e competitività. Il confronto non deve limitarsi alle scorciatoie, ma puntare su un ripensamento complessivo del sistema».

Il dibattito resta aperto, ma la linea di Fipe-Confcommercio è netta: le soluzioni non possono arrivare da provvedimenti estemporanei, bensì da un lavoro comune tra istituzioni, imprese e lavoratori.

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