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L’Università di Bologna riapre i suoi musei: tradizione, scienza e nuovi linguaggi

03/02/2026

L’Università di Bologna riapre i suoi musei: tradizione, scienza e nuovi linguaggi
Di Palickap - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54362461

Con la riapertura del Museo della Specola, il riallestimento del Museo di Palazzo Poggi e l’inaugurazione della nuova Sala Alma Mater, l’Università di Bologna restituisce alla città un insieme di spazi storici profondamente rinnovati, capaci di tenere insieme la forza del patrimonio materiale e le possibilità offerte dai linguaggi digitali. Non si tratta di semplici interventi estetici, ma di un progetto culturale organico che punta a rendere il sapere universitario più leggibile, accessibile e condiviso, senza snaturarne la profondità storica.

L’Ateneo compie così un passo ulteriore nel dialogo con la città, riaffermando il ruolo dei suoi musei come luoghi vivi, pensati per un pubblico ampio e trasversale, capace di includere studiosi, studenti, cittadine e cittadini curiosi di esplorare una storia che attraversa secoli di ricerca e innovazione.

Palazzo Poggi e la Biblioteca Universitaria: un racconto rinnovato

Dopo vent’anni, il Museo di Palazzo Poggi presenta un nuovo allestimento che restituisce coerenza e profondità a uno dei luoghi simbolo della cultura scientifica e artistica bolognese. Il percorso mette in luce il ruolo centrale dell’Istituto delle Scienze nella diffusione dell’approccio sperimentale e nella riforma dell’antico Studium, accompagnando il visitatore in un racconto più chiaro e strutturato.

L’itinerario prosegue nella Biblioteca Universitaria di Bologna, quest’anno inserita nel circuito di ART CITY Bologna. L’apertura permanente dell’Aula Magna e del Museo Marsili, insieme a un sistema di illuminazione studiato per valorizzare le pitture murali di scuola bolognese, rafforza la continuità tra spazi museali e luoghi di studio. Le soluzioni digitali e multimediali introducono un livello di lettura ulteriore, capace di rendere più immersiva l’esperienza nei laboratori che hanno segnato la storia della scienza europea. Il progetto è stato realizzato nell’ambito del PNRR CHANGES, con finanziamenti dell’Unione Europea.

Il Museo della Specola e la nuova Sala Alma Mater

Anche il Museo della Specola riapre con un allestimento completamente rinnovato, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” e il Sistema Museale di Ateneo. Grazie al progetto PNRR CTA+, coordinato dall’INAF, il percorso accompagna il pubblico attraverso la storia dell’astronomia dal Seicento a oggi, valorizzando strumenti scientifici, tavole acquerellate e apparati multimediali.

Particolare attenzione è dedicata alla figura di Guido Horn d’Arturo e alla sua intuizione degli specchi a tasselli, che ha rivoluzionato la tecnologia dei telescopi. Il percorso si sviluppa fino alla terrazza panoramica, offrendo una visione che unisce conoscenza scientifica e percezione dello spazio urbano.

Sempre a Palazzo Poggi apre la Sala Alma Mater, uno spazio multimediale ad accesso libero e gratuito, realizzato con fondi NextGenerationEU. Video e tavoli interattivi raccontano la storia millenaria dell’Ateneo, i suoi luoghi e i progetti di ricerca finanziati dal PNRR, rafforzando il legame tra università e territorio.

Come ha sottolineato il Rettore Giovanni Molari, questi nuovi percorsi rappresentano insieme un punto di arrivo e l’inizio di una fase orientata a un patrimonio sempre più inclusivo e accessibile, in linea con il mandato costituzionale di promuovere cultura e ricerca.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to