La Soffitta 2026, riparte dall’Università di Bologna: stagione gratuita tra cultura, musica e storia
26/01/2026
L’Università di Bologna rimette in moto, con ambizione dichiarata e con una struttura ormai riconoscibile, la stagione 2026 de La Soffitta – Centro per la Promozione dello Spettacolo dal Vivo: un calendario fitto, esteso fino a dicembre, che intreccia incontri, spettacoli, concerti, mostre, laboratori e proiezioni. Il tratto distintivo resta quello più concreto per il pubblico: ingresso gratuito, con accesso libero e, quando necessario, ritiro di coupon poco prima dell’inizio.
La rassegna, curata dai docenti del Dipartimento delle Arti e sostenuta dall’Alma Mater insieme a Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, abita soprattutto gli spazi di Piazzetta Pier Paolo Pasolini 5/b, ma si allarga alle sedi di Palazzo Marescotti e del Complesso di Santa Cristina, tenendo insieme la vocazione accademica e l’apertura cittadina, senza recinzioni simboliche.
Due linee guida: Bologna crocevia delle culture e La Storia in scena
La programmazione 2026 si dispone lungo due traiettorie, pensate non come etichette decorative ma come griglia di lettura. “Bologna crocevia delle culture” punta sulle contaminazioni tra pratiche e linguaggi – musica, danza, arti visive, cinema, nuovi media – e restituisce l’idea di una città che da decenni vive di attraversamenti, scambi, frizioni fertili, ospitalità intellettuale. “La Storia in scena”, invece, usa lo spettacolo dal vivo come lente: non per addolcire la complessità, bensì per metterla in tensione, chiamando in causa processi storici, politici e sociali che continuano a produrre effetti nel presente, anche quando sembrano lontani o archiviati.
Il punto d’incontro tra le due linee è evidente: la dimensione performativa diventa strumento di conoscenza, ricerca e confronto critico, con l’obiettivo di formare un pubblico ampio e intergenerazionale, non una platea “di settore” ripiegata su se stessa.
L’apertura: Mario Pirovano e il “Mistero buffo” che graffia ancora
La prima data è fissata per martedì 27 gennaio alle 19.30 con “Mistero buffo – Il primo miracolo di Gesù Bambino”, interpretato da Mario Pirovano, storico collaboratore di Dario Fo e Franca Rame, oggi tra i principali custodi e divulgatori di quella eredità teatrale. La scelta dell’apertura non è neutra: una giullarata che intreccia ironia e critica del potere, pensata per parlare a un presente segnato da linguaggi aggressivi e da posture di prepotenza che tornano a farsi sistema, anche nella sfera pubblica.
Musica, Giappone, confini: il “crocevia” prende forma tra febbraio e novembre
Il filone interculturale entra nel vivo già a febbraio con Maurizio Baglini (4 febbraio), nell’ambito di MIA – Musica Insieme in Ateneo, e con un secondo appuntamento primaverile: Carlo Boccadoro (15 aprile). In entrambi i casi, la musica non resta chiusa nel rito del concerto: sono previsti incontri con i protagonisti per il ciclo Storie Musicali (Baglini il 5 febbraio, Boccadoro il 15 aprile), come a voler ricordare che l’ascolto, quando è guidato, può diventare pratica consapevole, non semplice consumo.
Sempre a febbraio (20 febbraio) arriva Mikage Project, in sinergia con Istituto Giapponese di Cultura e Asia Institute, dedicato alle tradizioni musicali giapponesi rilette in chiave contemporanea; più avanti, tra il 15 e il 17 maggio, spazio a “Negoziare i confini”, agganciato al convegno internazionale “Negotiating Borders Through Art”, mentre l’autunno rilancia con Water and Spirit (settembre), l’incontro-concerto con Diego Baroni (ottobre) e, il 14 novembre, “Gagaku e bugaku” con Kidanokai Ensemble, per un affondo sulle musiche e danze di corte riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale.
La Storia in scena: teatro come domanda, non come cornice
Il secondo asse prosegue, dopo l’inaugurazione del 27 gennaio, con “Un po’ meno fantasma” (9 febbraio), “Progetto Repubblica” (12 marzo) e “Babele. La parabola della decostruzione della violenza” (28 aprile), tappe che suggeriscono una mappa: identità, istituzioni, conflitto, linguaggi della forza e possibilità di smontarli.
In autunno, attenzione particolare al lavoro della compagnia Kepler-452 (5–11 ottobre), fresca di Premio Ubu 2025, con un percorso che coinvolge gli studenti intorno all’ottantesimo anniversario del referendum Monarchia–Repubblica (2 giugno 1946) e, più in profondità, al tema del diritto di voto e della partecipazione: non un anniversario da calendario, ma un’occasione per interrogare cosa resta, oggi, del gesto democratico.
Festival e nuove scene: il legame con il Premio Scenario
Accanto alle due linee portanti, La Soffitta rinnova il sodalizio con il Premio Scenario: collaborazione al Festival negli spazi del DAMSLab (28–31 agosto) e inserimento in stagione di uno spettacolo selezionato tra i vincitori. È un segnale coerente con l’impianto complessivo: non celebrare soltanto il repertorio, ma tenere un canale aperto sulla ricerca e sulla nuova scena.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to