Fondo sovranità alimentare, domande entro il 17 aprile: contributi fino a 400 euro per ettaro
02/04/2026
C’è tempo fino al 17 aprile 2026 per presentare la domanda di accesso ai contributi previsti dal Fondo per la sovranità alimentare, uno degli strumenti messi in campo per rafforzare le filiere agricole strategiche italiane. L’intervento punta a incentivare la produzione nazionale e a rendere più stabili i rapporti tra agricoltori e industria di trasformazione attraverso l’utilizzo dei contratti di filiera, considerati un elemento chiave per garantire continuità produttiva e sostenibilità economica.
La misura si rivolge alle imprese agricole regolarmente iscritte al registro delle imprese e all’anagrafe delle aziende agricole, in possesso di un Fascicolo Aziendale attivo e di un piano di coltivazione validato per il 2025. Si tratta di requisiti tecnici che definiscono il perimetro dei beneficiari e che consentono all’amministrazione di verificare la coerenza tra superfici dichiarate, produzioni e obiettivi del fondo.
Contratti di filiera e superfici incrementali: come funziona il contributo
Per accedere agli aiuti è necessario aver sottoscritto, entro la decorrenza del termine per la presentazione della domanda, un contratto di filiera di durata almeno triennale. L’accordo può essere stipulato direttamente con imprese di trasformazione, stoccaggio o commercializzazione, oppure attraverso cooperative e consorzi. Questo requisito rappresenta uno dei pilastri della misura, perché lega il sostegno pubblico a una programmazione produttiva più strutturata.
L’importo del contributo viene calcolato sulla base della superficie incrementale coltivata nel 2025, cioè la differenza rispetto alla media delle superfici coltivate nel triennio 2022-2024. Se una coltura non è stata praticata in quel periodo, tutta la superficie dichiarata per il 2025 viene considerata incrementale. Sono esclusi dal calcolo gli anni in cui la coltura non è stata seminata.
Per la campagna 2025 sono previsti importi differenziati per ettaro, fino a un massimo di 50 ettari complessivi per azienda:
400 euro/ettaro per il mais;
300 euro/ettaro per il frumento tenero da sementi certificate;
250 euro/ettaro per le proteine vegetali, come legumi e soia;
200 euro/ettaro per l’orzo.
Restano escluse le coltivazioni destinate a insilato, produzione di seme, foraggio e uso energetico, in coerenza con l’obiettivo del fondo di sostenere specifiche filiere alimentari considerate strategiche.
Limiti, modalità di domanda e controlli previsti
L’entità effettiva dell’aiuto potrà subire variazioni. L’importo unitario, infatti, viene determinato in funzione del rapporto tra le risorse disponibili e la superficie totale ammessa a contributo. Nel caso in cui le richieste superino la dotazione finanziaria annuale, AGEA, in qualità di organismo pagatore, potrà applicare un taglio proporzionale.
I contributi rientrano nel regime “de minimis” agricolo, con un limite massimo di 50.000 euro per beneficiario nell’arco di tre anni. Un vincolo che le aziende devono considerare nella pianificazione complessiva degli aiuti pubblici ricevuti.
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il portale SIAN, con il supporto di un Centro Autorizzato di Assistenza Agricola (CAA). Il sistema mette a disposizione moduli precompilati con i dati del Fascicolo Aziendale, riducendo il margine di errore nella compilazione. È necessario allegare il contratto di filiera o l’impegno di coltivazione.
L’erogazione delle risorse avverrà soltanto dopo le verifiche di ammissibilità, che includono il controllo della regolarità contributiva (DURC) e, per gli importi superiori alle soglie previste, le verifiche antimafia. Si tratta di passaggi obbligati che mirano a garantire trasparenza nell’assegnazione dei fondi e correttezza nell’utilizzo delle risorse pubbliche.
Una misura che punta alla stabilità delle filiere agricole
Il Fondo per la sovranità alimentare si inserisce in una strategia più ampia che mira a rafforzare la produzione interna e a ridurre la dipendenza da approvvigionamenti esteri in settori considerati sensibili. Il legame tra contributo e contratti di filiera spinge le imprese agricole verso modelli organizzativi più strutturati, favorendo una maggiore integrazione tra produzione e trasformazione.
Per le aziende interessate, la scadenza del 17 aprile rappresenta un passaggio operativo rilevante. La corretta predisposizione della documentazione e il rispetto dei requisiti richiesti diventano elementi determinanti per accedere a un sostegno economico che, pur con i limiti del regime “de minimis”, può incidere concretamente sulle scelte produttive della prossima campagna agricola.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.