Fondo di Comunità Radicalmente Adolescenti 2026: tutte le informazioni su partecipare
15/01/2026
Il Fondo di Comunità Radicalmente Adolescenti nasce per fare proposte pensate da ragazze e ragazzi, con un budget concreto e un accompagnamento che non si limita a un corso motivazionale, ma entra nel merito di permessi, spese, tempi, alleanze sul territorio.
La seconda edizione è aperta a chi ha tra gli 11 e i 20 anni. La proposta va inviata entro lunedì 2 marzo 2026, ore 12.00, attraverso un form online compilato da una persona maggiorenne che assume il ruolo di mentor.
Cosa finanzia davvero il Fondo nei sei quartieri di Bologna
Il Fondo sostiene iniziative da realizzare nell’area comunale di Bologna tra maggio e novembre 2026, con una logica semplice: partire dai bisogni e dai desideri di chi quei luoghi li vive, e trasformarli in azioni capaci di lasciare tracce, anche piccole, ma visibili.
Le proposte possono essere molto diverse tra loro — eventi, tornei, rassegne, podcast, cortometraggi, laboratori, attività outdoor, percorsi formativi, micro-interventi di miglioramento degli spazi con arredi o strumentazioni — purché siano realizzabili entro fine novembre 2026 e con un tetto economico chiaro. Per gli spazi pubblici (parchi, piazze) sono ammessi interventi temporanei, così da evitare progetti ingestibili o fuori scala.
Sul piano istituzionale, l’iniziativa si colloca dentro la strategia comunale Radicalmente Adolescenti e si allinea agli obiettivi del PN Metro Plus 2021–2027, con un focus su inclusione e innovazione sociale: qualità degli spazi, senso di appartenenza, collaborazione tra giovani, capacità di attivare reti locali.
Requisiti: gruppi, mentor e una regola che cambia tutto
Il Fondo non cerca “geni solitari”. Per partecipare serve un gruppo di almeno 3 persone; ogni gruppo può candidare una sola idea. Possono partecipare gruppi informali (amici, compagni di classe) oppure gruppi legati a realtà strutturate (associazioni, enti, doposcuola, polisportive).
Il nodo operativo è la figura del mentor: chi compila e invia la candidatura diventa referente e, di fatto, tiene insieme la parte amministrativa. Nel caso dei gruppi informali, può essere un/una componente del gruppo tra 18 e 20 anni oppure un adulto di riferimento; il mentor svolge anche il ruolo di tesoriere, perché riceve e gestisce il contributo insieme al gruppo, e resta il contatto ufficiale con la Fondazione IU. Per i gruppi “formali” il form lo invia il rappresentante legale, che può delegare un/una mentor maggiorenne.
C’è un passaggio utile da ricordare: non è richiesto un livello alto di maturità progettuale al momento della candidatura. L’idea può essere anche essenziale, se sta dentro tempi e budget; il lavoro di precisione arriva dopo, con il percorso di accompagnamento.
Soldi, tempi, selezione: la “filiera” che porta un’idea in strada
Il Fondo mette a disposizione 30.000 euro complessivi. Ogni gruppo può ottenere fino a 2.500 euro; la Commissione può confermare l’importo richiesto oppure rimodularlo. L’erogazione è prevista in due tranche: 70% dopo la lettera di concessione, 30% a fine attività, con rendicontazione corretta e relazione sul lavoro svolto.
La sequenza temporale è scandita con chiarezza:
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candidatura dal 12 gennaio al 2 marzo 2026 (ore 12.00);
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valutazione e selezione a marzo 2026;
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formazione “Da idea a progetto” con due incontri pomeridiani in ciascun quartiere (indicativamente 8–30 aprile 2026);
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a maggio 2026: un momento pubblico di presentazione dei progetti e una giornata di conoscenza tra gruppi;
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realizzazione e rendicontazione tra maggio e novembre 2026, con restituzione finale prevista a novembre.
Sulla giornata di conoscenza vale la pena soffermarsi, perché è un elemento meno scontato: è prevista un’escursione in natura, in collaborazione con lo staff dell’area Villa Ghigi, pensata per lavorare su squadra, responsabilità e capacità di scelta; le date indicate sono domenica 12 aprile oppure domenica 17 maggio 2026 (9.00–18.00), partecipazione gratuita con iscrizione.
Infine, un dettaglio che racconta l’ambizione territoriale del bando: la Commissione dichiara l’intenzione di selezionare almeno due progetti per quartiere, così da evitare che l’energia si concentri sempre negli stessi punti della città.