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Dentro l’Esprit: musica e arti performative al Padiglione Esprit Nouveau

25/09/2025

Dentro l’Esprit: musica e arti performative al Padiglione Esprit Nouveau

Un ottobre di sperimentazioni a Bologna

Il Padiglione Esprit Nouveau di Bologna, icona dell’architettura moderna, ospiterà dal 2 ottobre al 2 novembre un calendario fitto di incontri e performance ideato da TANK e dall’Associazione Circe. Dopo l’esperienza estiva con Bologna Estate, lo spazio torna a essere un laboratorio di creatività contemporanea, capace di fondere ricerca artistica, musica elettronica, pratiche inclusive e riflessioni sul ruolo della cultura nella vita urbana.

Il progetto, intitolato Dentro l’Esprit, intende valorizzare la vocazione del Padiglione come luogo di dialogo e di sperimentazione. Nato a Parigi nel 1925 e ricostruito a Bologna nel 1977, il Padiglione di Le Corbusier diventa oggi un crocevia di linguaggi sonori e visivi, in continuità con l’idea originaria di spazio modulare e collettivo.

Un programma che intreccia musica, clubbing e ricerca sociale

L’opening del 2 ottobre vedrà protagonista Stromboli con una live performance, seguito dal Festival di Editoria Indipendente Queer (FEIQ), previsto per il 4 e 5 ottobre, che unisce pratiche editoriali e performative. Nel corso del mese si terranno laboratori musicali per cittadini stranieri, workshop di sound design con ODIA, e un ciclo di incontri dedicati alla sostenibilità della scena musicale e alla cura nella nightlife.

Il calendario propone inoltre un focus internazionale con il Palestinian Sound Archive del Majazz Project, in programma il 31 ottobre, insieme a Mo’min Swaitat. Tra le presenze di rilievo spiccano Samantha Togni, Madalba e diversi ospiti della scena clubbing europea, chiamati a riflettere su pratiche consapevoli e inclusive.

Lo spazio è stato concesso temporaneamente ad Associazione Circe dal Comune di Bologna, nell’ambito del progetto Esprit Nouveau Bologna 2025-2027, che celebra il centenario della progettazione dell’opera corbusieriana. L’iniziativa conferma come il Padiglione continui a essere, a distanza di un secolo, un terreno fertile per immaginare nuove forme di cultura.