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Crimini d’odio, un protocollo regionale per la prevenzione e la tutela

20/03/2026

Crimini d’odio, un protocollo regionale per la prevenzione e la tutela

Colpiscono una persona per ciò che rappresenta, non soltanto per ciò che fa. I crimini d’odio si radicano in pregiudizi che riguardano identità profonde - etnia, nazionalità, orientamento sessuale, identità di genere - e producono effetti che superano la dimensione individuale, generando paura e isolamento all’interno delle comunità coinvolte, con ricadute evidenti anche negli spazi digitali.

È da questa consapevolezza che nasce il nuovo Protocollo d’intesa sottoscritto a Bologna il 19 marzo, un’alleanza istituzionale che riunisce Regione Emilia-Romagna, Corte d’Appello, Procura Generale, Ordine degli Avvocati, Unione regionale dei Consigli degli Ordini forensi (Urcofer) e Comune di Bologna. Un accordo costruito su un principio preciso: il contrasto ai fenomeni di odio richiede una risposta coordinata, stabile e capace di incidere nel tempo.

Un’alleanza tra istituzioni, scuola e territorio

L’intesa si inserisce nel quadro della Settimana della legalità 2026 e si propone di avviare un percorso strutturato che unisce dimensione giuridica, educativa e culturale. Al centro, un programma di iniziative rivolte in primo luogo alle giovani generazioni, con attività di formazione e sensibilizzazione pensate per scuole e università.

L’obiettivo non si limita alla repressione dei reati, ma si concentra sulla prevenzione, intervenendo sui linguaggi, sui comportamenti e sui contesti nei quali l’odio si manifesta e si diffonde, inclusi quelli digitali. Il rafforzamento dei servizi di supporto alle vittime rappresenta un altro pilastro dell’accordo, insieme allo sviluppo di progetti di studio e divulgazione che coinvolgano realtà associative, mondo accademico e istituzioni locali.

Tra le iniziative previste figura anche una giornata annuale di confronto, intitolata “La Giustizia non odia”, concepita come spazio di verifica delle attività svolte e occasione di dialogo tra professioni giuridiche, istituzioni e società civile.

Prevenzione, cultura e responsabilità collettiva

Le dichiarazioni dei firmatari restituiscono una visione condivisa: la risposta ai crimini d’odio non può essere affidata esclusivamente agli strumenti giudiziari. Il presidente della Regione Michele de Pascale sottolinea il valore di un progetto che mette in rete competenze diverse, evidenziando come la promozione dei valori costituzionali e il sostegno alle vittime contribuiscano a costruire comunità più consapevoli e inclusive.

Sulla stessa linea l’assessora alla Legalità Elena Mazzoni, che richiama la necessità di un impegno continuo e diffuso sul territorio, capace di coinvolgere scuole e comunità locali in percorsi di conoscenza e responsabilizzazione.

La presidente della Corte d’Appello Marilena Rizzo evidenzia invece l’aumento di comportamenti e discorsi connotati dall’odio, anche tra i più giovani, indicando nella collaborazione istituzionale uno strumento concreto per invertire questa tendenza.

Il richiamo alla dimensione preventiva emerge con forza anche nelle parole dell’avvocato generale Ciro Cascone, che ricorda come le espressioni d’odio configurino reati specifici previsti dal Codice penale, ma richiedano un intervento che anticipi l’azione giudiziaria, promuovendo dialogo e consapevolezza.

Per il sindaco Matteo Lepore, la sottoscrizione del protocollo rappresenta una scelta chiara di campo: rafforzare coesione sociale e tutela dei diritti attraverso un’azione istituzionale unitaria. Una posizione condivisa anche dall’avvocatura, che attraverso Urcofer e l’Ordine degli Avvocati ribadisce il proprio ruolo non solo nella difesa giudiziaria, ma nella costruzione di una cultura della legalità e del rispetto.

Un modello operativo aperto e in evoluzione

Il protocollo definisce un sistema di collaborazione stabile, con una cabina di regia incaricata di coordinare e monitorare le attività, favorendo il raccordo tra i diversi soggetti coinvolti.

L’impianto è pensato per essere dinamico: l’accordo resta aperto all’adesione di ulteriori istituzioni, enti locali, scuole, università e associazioni, con l’obiettivo di ampliare progressivamente la rete.

La prospettiva è quella di un intervento che agisce su più livelli – educativo, culturale, giuridico – e che riconosce nella prevenzione uno strumento centrale per contrastare fenomeni complessi, radicati e in continua evoluzione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.