Corno alle Scale, inverno da ricordare: una nuova spinta per il turismo di montagna
08/04/2026
Al Corno alle Scale si chiude una stagione invernale che lascia spazio a un bilancio incoraggiante, costruito su numeri in crescita, una buona risposta del pubblico e condizioni che, per una volta, hanno giocato a favore per gran parte dell’inverno. A tracciare il quadro è Marco Palmieri, imprenditore e socio di maggioranza della stazione sciistica, che parla di una stagione molto positiva, segnata da una presenza consistente di visitatori e da un clima di fiducia che, in Appennino, ha un valore che va oltre il dato strettamente turistico. Buon innevamento, meteo favorevole e una politica promozionale efficace hanno consentito alla località di presentarsi con un’offerta credibile e attrattiva, capace di sostenere l’economia di Lizzano e dell’intero comprensorio.
Il risultato assume un peso ancora maggiore se letto alla luce delle difficoltà che hanno accompagnato gli ultimi anni e del ritardo con cui è entrata in funzione la nuova seggiovia Cavone-Rocce, prevista inizialmente per il periodo natalizio e inaugurata soltanto nell’ultimo lungo fine settimana sugli sci. Un avvio posticipato che avrebbe potuto togliere slancio alla stagione, ma che non ha compromesso l’andamento complessivo. Anzi, l’attivazione del nuovo impianto, pur arrivata in coda all’inverno, viene accolta come un passaggio simbolico e strutturale insieme, perché segna il superamento definitivo di una fase di precarietà infrastrutturale che rischiava di lasciare un vuoto permanente.
La nuova seggiovia e una montagna pensata per tutto l’anno
Palmieri rivendica con soddisfazione l’entrata in esercizio della nuova seggiovia, definendola un motivo di orgoglio. Il vecchio impianto, ormai arrivato al termine della propria vita utile, sarebbe stato destinato alla chiusura definitiva. La sostituzione non riguarda dunque soltanto un miglioramento del servizio, ma la possibilità concreta di mantenere vivo e funzionale un punto strategico della stazione. Il valore aggiunto, però, sta soprattutto nella visione che accompagna l’investimento: la seggiovia funzionerà anche durante la stagione estiva e consentirà la salita non soltanto agli sciatori, ma anche ai pedoni e a chi frequenta la montagna in bicicletta.
È qui che si intravede con maggiore chiarezza la direzione scelta dai gestori: ridurre la dipendenza dalla sola stagione sciistica e costruire un modello di sviluppo capace di reggere sulle quattro stagioni. Per una località appenninica, il tema non è marginale. Significa ampliare il pubblico, distribuire i flussi lungo l’anno e rendere più stabile il lavoro per chi vive e opera in montagna. Significa anche sottrarre il territorio alla fragilità di una monocultura turistica sempre più esposta alle variabili climatiche e ai costi di gestione.
Collaborazione istituzionale e investimenti per rilanciare la stazione
Nel racconto di Palmieri emerge con forza anche il tema della collaborazione istituzionale, indicata come uno dei fattori decisivi di questa fase. L’imprenditore sottolinea il rapporto positivo con il Comune, con la Regione Emilia-Romagna e con il Ministero del Turismo, che ha finanziato l’opera. Il riferimento al presidente Michele de Pascale e all’assessora Roberta Frisoni non è formale, ma restituisce l’idea di una presenza politica e amministrativa giudicata concreta, determinata a individuare soluzioni in un contesto spesso complicato da tempi tecnici, ostacoli burocratici e criticità accumulate nel tempo.
In un passaggio tutt’altro che secondario, Palmieri osserva che, in una stagione segnata altrove da contrasti e frammentazioni, al Corno alle Scale si è invece realizzata una collaborazione piena tra Governo, Regione e Comune. È un aspetto che, al di là delle dichiarazioni, pesa nella prospettiva futura della stazione. Il turismo montano, soprattutto in Appennino, non si sostiene soltanto con la buona volontà degli operatori privati, ma richiede infrastrutture, programmazione, tempi certi e una regia capace di accompagnare gli investimenti.
Economia locale, lavoro e una vallata che prova a trattenere il futuro
Dietro i numeri della stagione, nel ragionamento di Palmieri, c’è anche una lettura sociale del ruolo che il Corno alle Scale può continuare a svolgere per il territorio. L’imprenditore, insieme a Flavio Roda, parla del proprio impegno come di una passione autentica, ma lega questa dimensione personale a una prospettiva molto concreta: la possibilità che la montagna resti abitata, che i maestri di sci continuino a lavorare, che la vallata non perda popolazione perché riesce ancora a offrire occasioni economiche e professionali. Il turismo, in questa visione, non coincide soltanto con l’arrivo dei visitatori, ma con la capacità di creare condizioni per restare.
La stessa linea viene confermata dalla sindaca Barbara Franchi, che colloca la nuova seggiovia dentro un percorso di rilancio più ampio. L’investimento complessivo, pari a circa 4 milioni di euro, è stato reso possibile grazie al sostegno ministeriale e all’impegno diretto della Società Corno alle Scale, che ha affrontato anticipazioni finanziarie e ulteriori investimenti. Secondo la prima cittadina, la stazione si presenta oggi in crescita e con prospettive concrete di sviluppo. Il completamento della seggiovia Direttissima e gli interventi di revisione sugli altri impianti, previsti entro uno o due anni, dovrebbero portare a una stazione pienamente performante, più competitiva e più attrezzata a rispondere tanto al turismo invernale quanto a quello estivo.
In questo scenario si inserisce anche l’attesa per il Giro d’Italia, indicato da Palmieri come un’ulteriore occasione di visibilità e richiamo. È il segno di una località che prova a rientrare nel circuito delle opportunità con un’ambizione nuova: non limitarsi a difendere ciò che resta, ma tornare a costruire attrattività. La stagione appena conclusa, da sola, non basta a cancellare i problemi accumulati negli anni. Però lascia un dato politico, economico e simbolico difficile da ignorare: al Corno alle Scale, oggi, si torna a parlare di sviluppo con argomenti più solidi di una semplice speranza.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.