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Bologna saluta Piergiorgio Corbetta, studioso delle regole del consenso

20/01/2026

Bologna saluta Piergiorgio Corbetta, studioso delle regole del consenso

C’è un tipo di assenza che pesa più di altre, perché non riguarda soltanto una persona, ma un modo di stare nel dibattito pubblico: con precisione, con pazienza, con la calma di chi sa distinguere i dati dalle opinioni. La scomparsa di Piergiorgio Corbetta lascia Bologna con un vuoto riconoscibile per chi frequenta l’università, per chi segue la politica con serietà, per chi ha imparato a leggere un’elezione senza fermarsi agli slogan.

Corbetta è stato docente di sociologia all’Alma Mater ed ex direttore dell’Istituto Cattaneo. Nel tempo ha contribuito a formare studenti e ricercatori, offrendo strumenti di analisi a chi voleva capire davvero come funzionano le istituzioni, perché cambiano i comportamenti di voto, quali meccanismi rendono un sistema elettorale più o meno rappresentativo. Un lavoro che, per sua natura, non si presta ai toni alti, ma alla solidità.

Un rigore che diventa linguaggio comune

Nel mondo della ricerca c’è chi produce conoscenza e chi, oltre a produrla, riesce a renderla condivisibile. Corbetta apparteneva a questa seconda categoria: capace di trasformare metodi, serie storiche, categorie interpretative in un lessico comprensibile anche a chi non vive di accademia. Per molti studenti il passaggio decisivo non è stato “sapere di più”, ma imparare come si costruisce una domanda sensata, come si controlla un risultato, come si evita di confondere una correlazione con una spiegazione.

Questo approccio ha alimentato una cultura del confronto più pulita, perché fondata su verifiche, definizioni, procedure; elementi che raramente finiscono nei titoli, ma che tengono in piedi qualunque ragionamento serio sulla democrazia.

L’Istituto Cattaneo e la tradizione bolognese dell’analisi politica

Il legame con l’Istituto Cattaneo rimanda a una tradizione cittadina particolare: Bologna come laboratorio di studio delle trasformazioni politiche, dei partiti, del rapporto tra società e istituzioni. Dirigere un centro di ricerca di quel profilo significa anche dare direzione a un modo di osservare il Paese, scegliendo temi, sostenendo progetti, garantendo qualità scientifica e indipendenza.

La politica, letta da questa prospettiva, non è una tifoseria: è un campo di forze, di regole e di incentivi. È qui che il lavoro di Corbetta ha lasciato tracce, perché ha aiutato a capire che cosa c’è dietro la superficie: i meccanismi elettorali, le forme di partecipazione, le fratture sociali che diventano scelte di voto.

Il cordoglio del Comune e la memoria pubblica

Nel messaggio di cordoglio, l’Amministrazione comunale riconosce Corbetta come riferimento per chi studia e segue la politica, e lo fa con parole misurate, coerenti con la sua figura: un contributo di sapere che resta patrimonio della città e del Paese. Alla famiglia, ai colleghi e agli amici va la vicinanza istituzionale; a Bologna resta il compito più difficile, quello di non trattare la memoria come cerimonia, ma come responsabilità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to