Bologna, quattro segnalazioni di truffe agli anziani in un giorno: due sventate grazie al 112
12/03/2026
Una sequenza di episodi concentrati in poche ore riporta l’attenzione su uno dei fenomeni criminali più odiosi e persistenti: le truffe ai danni delle persone anziane. Nella giornata di ieri la Polizia di Stato di Bologna è intervenuta su quattro distinti interventi legati a segnalazioni di raggiri. Due tentativi sono stati fermati grazie alla prontezza delle vittime, mentre in altri due casi i truffatori sono riusciti a portare a termine il loro piano, sottraendo denaro e gioielli.
Il bilancio della giornata evidenzia un aspetto significativo: la consapevolezza e l’attenzione dei cittadini rappresentano spesso il primo e più efficace argine contro queste forme di criminalità.
I tentativi falliti: quando il sospetto salva
Il primo episodio si è verificato nella mattinata in via Beniamino Gigli. Una donna nata nel 1941 è stata avvicinata all’interno del proprio garage da un uomo che si presentava come tecnico incaricato di controlli sull’impianto idrico. Con modi convincenti l’uomo è riuscito a farsi aprire la porta dell’abitazione.
Poco dopo si è presentato un secondo individuo che sosteneva di appartenere all’Arma dei Carabinieri. L’uomo spiegava alla donna che era necessario verificare i gioielli presenti in casa a seguito di una segnalazione di furto nella zona. Una richiesta che avrebbe potuto trarre in inganno chiunque, ma che ha invece suscitato il sospetto della proprietaria dell’appartamento. La donna ha deciso di non permettere l’accesso e ha dichiarato che avrebbe contattato il numero di emergenza 112. La sola menzione della chiamata è bastata a far allontanare rapidamente i due individui.
Un secondo tentativo è stato registrato poco dopo, in viale Salvemini, all’ora di pranzo. Un uomo nato nel 1942 ha ricevuto una telefonata da persone che si qualificavano come appartenenti alla Guardia di Finanza. Durante la conversazione gli è stato suggerito di recarsi in piazza Malpighi per identificare alcuni gioielli presumibilmente di sua proprietà. Contemporaneamente gli veniva indicato che un familiare avrebbe dovuto rimanere a casa per attendere l’arrivo di un collega degli agenti.
La dinamica della telefonata ha insospettito l’uomo, che ha deciso di avvisare gli interlocutori della propria intenzione di verificare la situazione chiamando il numero di emergenza. A quel punto la conversazione è stata interrotta bruscamente e nessuno si è presentato presso l’abitazione.
I raggiri riusciti: il danno economico alle vittime
Nella stessa giornata si sono verificati anche due casi in cui i truffatori sono riusciti a ottenere denaro e oggetti di valore.
Il primo episodio è avvenuto in via delle Armi. Due coniugi, rispettivamente del 1946 e del 1943, sono stati raggiunti nella loro abitazione da due persone che si presentavano come carabinieri. I falsi militari hanno riferito ai proprietari di casa che alcuni individui di etnia rom erano stati segnalati nella zona mentre tentavano di commettere furti.
Con questo pretesto i due uomini hanno iniziato a muoversi all’interno dell’appartamento fingendo di effettuare controlli. Nel corso della visita sono riusciti ad appropriarsi di due cassette contenenti diversi gioielli in oro. Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato intorno ai 15.000 euro.
Un secondo raggiro è stato messo a segno in via Vighi ai danni di una donna nata nel 1946. Anche in questo caso il truffatore si è presentato alla porta dichiarando di essere un carabiniere. Attraverso un pretesto costruito con abilità è riuscito a convincere la vittima a consegnare denaro contante e il bancomat.
L’invito della Polizia: diffidare e chiamare sempre il 112
Gli episodi registrati nel capoluogo emiliano mostrano quanto queste truffe si basino su tecniche psicologiche precise: l’urgenza, l’autorità simulata e la confusione creata attraverso richieste improvvise.
La Polizia di Stato ricorda che nessuna forza dell’ordine chiede ai cittadini di consegnare denaro, gioielli o carte bancarie per verifiche o controlli. Qualsiasi richiesta di questo tipo deve essere considerata un campanello d’allarme.
La reazione più efficace rimane la stessa: interrompere il contatto e chiamare immediatamente il 112. Una verifica rapida con le autorità consente di smascherare i truffatori e impedire che il raggiro si trasformi in un danno concreto. In molti casi, proprio quella telefonata rappresenta il momento decisivo che manda a vuoto il piano dei malintenzionati.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to