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Bologna, controlli mirati tra Bolognina e università: sette espulsioni in una settimana

20/01/2026

Bologna, controlli mirati tra Bolognina e università: sette espulsioni in una settimana
“<a href="https://www.flickr.com/photos/50415738@N04/5892107417" title="Alfa Romeo 159 - Polizia di Stato">Alfa Romeo 159 - Polizia di Stato</a>” by <a href="https://www.flickr.com/photos/50415738@N04/">sv1ambo</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en" rel="license noopener noreferrer">CC BY 2.0</a>

Il presidio del territorio, quando funziona, raramente si vede in un solo episodio: è una somma di passaggi, chiamate, identificazioni, interventi che spesso partono da una segnalazione ordinaria e finiscono per incrociare questioni più complesse, dall’ordine pubblico alle procedure amministrative. La Polizia di Stato di Bologna descrive in questi termini l’attività quotidiana delle volanti, orientata – si legge – a prevenzione e contrasto dei reati, dal centro ai quartieri periferici e più esposti a criticità.

Nel mirino, in particolare, alcune vie del Quartiere Bolognina e l’area universitaria, dove la Questura segnala la presenza ricorrente di liti, condizioni di degrado urbano, microcriminalità e spaccio; un contesto che, nella ricostruzione ufficiale, richiede una presenza costante e qualificata. La pressione operativa, aggiunge la Polizia, cresce nel fine settimana, quando aumentano le richieste di intervento e le segnalazioni dei cittadini.

Il caso di via Santa Caterina e l’intervento alla Caritas

Tra gli interventi citati c’è quello di sabato pomeriggio scorso: una lite scoppiata presso la Caritas di via Santa Caterina, sedata dalle volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. In quella circostanza, viene indicato, è stato fermato un cittadino albanese ritenuto molesto e risultato irregolare sul territorio nazionale; l’uomo è stato quindi posto a disposizione dell’Ufficio Immigrazione, che sta curando gli atti amministrativi legati al suo allontanamento dalla città. Il punto, per come viene presentato, è la connessione tra controllo del territorio e contrasto all’irregolarità: una linea d’azione che, secondo la Questura, ha prodotto risultati nell’arco di sette giorni.

Espulsioni e rimpatri: i profili indicati dalla Questura

La Polizia riferisce infatti dell’espulsione dal territorio di sette persone irregolari, descritte come soggetti con precedenti penali “di rilievo”. Nel dettaglio, viene citato un cittadino nigeriano con precedenti per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, bloccato a bordo di un autobus in zona Bolognina dopo la richiesta d’intervento di personale TPER che – sempre secondo la nota – incontrava difficoltà durante le fasi di identificazione.

Altro episodio riportato riguarda un cittadino tunisino con precedenti per spaccio, fermato nell’area del parcheggio del Centro Commerciale Meraville dopo un breve inseguimento in auto: addosso, viene specificato, avrebbe avuto uno spray urticante e un cacciavite. Nella stessa zona della Bolognina, la Questura segnala poi il rintraccio di due cittadini tunisini con precedenti per rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

Gli ultimi tre rimpatri, nella ricostruzione fornita, riguardano cittadini comunitari, nello specifico rumeni con numerosi precedenti e abituali frequentazioni dell’area Stazione Centrale. Anche qui la nota elenca le tipologie di reato: possesso di armi o strumenti atti ad offendere (in particolare armi da taglio), accattonaggio molesto e furto.

Un’attività che prosegue: sicurezza percepita e gestione operativa

La Questura annuncia che l’attività di controllo continuerà “con continuità e determinazione” nelle prossime settimane, con l’obiettivo di rispondere alle richieste di sicurezza dei residenti e migliorare vivibilità e legalità. È una formula che, nella pratica, significa mantenere alta la presenza nelle aree considerate più fragili, soprattutto quando il flusso di persone e le situazioni di conflitto aumentano – weekend, punti di transito, contesti di marginalità – e quando, come emerge dalla stessa nota, l’intervento sul posto può trasformarsi in un accertamento più ampio, fino ai provvedimenti amministrativi di allontanamento e rimpatrio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to