Bilancio di Genere 2025, Bologna misura l’impatto delle spese comunali sulle disuguaglianze
26/03/2026
Un documento che rende leggibile l’impatto delle politiche pubbliche
Il Bilancio di Genere 2025 del Comune di Bologna, presentato in commissione Parità e pari opportunità nell’ambito di un’udienza conoscitiva richiesta dalla presidente Porpora Marcasciano, rappresenta un passaggio importante nel lavoro di lettura e valutazione delle politiche pubbliche locali. Non si tratta di un semplice documento descrittivo, ma di uno strumento che consente di osservare in che modo le scelte amministrative, i servizi e la distribuzione delle risorse producano effetti differenti su donne, uomini e persone con altre identità di genere.
L’impostazione del bilancio conferma un orientamento ormai consolidato nell’azione del Comune: integrare la prospettiva di genere nei processi di programmazione, monitoraggio e valutazione, così da rendere le politiche pubbliche più consapevoli rispetto alle disuguaglianze e più capaci di intercettare bisogni concreti, spesso distribuiti in modo non uniforme nella società. È un lavoro che richiede dati, strumenti interpretativi e una capacità amministrativa trasversale, perché il tema non riguarda un solo settore, ma attraversa istruzione, welfare, mobilità, linguaggio istituzionale, sicurezza, servizi territoriali e organizzazione interna dell’ente.
Le novità dell’edizione 2025 tra monitoraggi e nuovi focus
L’edizione riferita al 2024 rafforza alcuni elementi già presenti nelle versioni precedenti e introduce contenuti nuovi che ampliano il raggio dell’analisi. Tra i punti centrali compaiono i dati sulla parità di genere all’interno dell’amministrazione comunale, il monitoraggio di azioni strategiche dedicate alle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni, oltre a una ricognizione su progetti specifici sostenuti o promossi dal Comune.
Nel documento trovano spazio, tra gli altri, il monitoraggio del progetto “No Women No Panel – Senza donne non se ne parla”, i risultati della rilevazione relativa all’applicazione delle Linee guida sul linguaggio rispettoso delle differenze di genere e i dati emersi dalle rendicontazioni dei progetti sostenuti nell’ambito del Patto generale di collaborazione LGBTQIA+. Accanto a questo, viene confermata l’attenzione verso il sistema metropolitano di contrasto alla violenza di genere, con una sezione dedicata ai Centri Antiviolenza e, per la prima volta, un approfondimento sui Centri per Uomini Autori di Violenza, inseriti per offrire una visione più ampia delle azioni territoriali di prevenzione e contrasto.
A completare il quadro ci sono due ulteriori focus: uno dedicato alle politiche educative e ai progetti dell’area istruzione, l’altro all’Atlante di genere della città, strumento conoscitivo pensato per raccogliere e rappresentare dati utili a individuare opportunità, fragilità e rischi nei diversi contesti urbani.
La riclassificazione della spesa comunale in ottica di genere
L’elemento di maggiore rilievo politico e tecnico di questa edizione è la prima riclassificazione del consuntivo di contabilità analitica secondo una prospettiva di genere. L’intero consuntivo 2024 del Comune, pari a 757 milioni di euro, è stato suddiviso in quattro categorie sulla base dell’impatto potenziale o diretto rispetto alle disuguaglianze di genere.
Nell’Area A, direttamente inerente al genere, rientrano voci come centri antiviolenza, pari opportunità e cooperazione, per un valore di 1,94 milioni di euro, pari allo 0,26% del totale. L’Area B, definita sensibile al genere, comprende educazione, welfare, casa e servizi sociali, e vale 270,34 milioni di euro, cioè il 35,71% della spesa complessiva. L’Area C, che include ambiti ambientali e urbani come mobilità, cultura, sicurezza, sport e verde, raggiunge 299,64 milioni di euro, pari al 39,58%. L’Area D, considerata neutra perché legata al funzionamento dell’ente e agli oneri finanziari, ammonta a 185,11 milioni di euro, ossia il 24,45%.
Il dato che emerge con maggiore evidenza è che il 75,55% della spesa totale, quindi oltre 570 milioni di euro, produce effetti diretti o indiretti sulle disuguaglianze di genere. È una percentuale che cambia il modo di leggere il bilancio pubblico, perché mostra come la questione di genere non sia confinata a un capitolo specifico, ma attraversi una parte molto ampia delle decisioni amministrative.
Servizi educativi, cura e contrasto alla violenza: dove si concentra l’impatto
Dentro l’Area B si trova una delle chiavi interpretative più interessanti del documento. Circa la metà di queste risorse finanzia i servizi per l’infanzia da 0 a 6 anni, come asili nido e scuole dell’infanzia. Si tratta di investimenti che non agiscono soltanto sul piano educativo, ma incidono anche sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, perché rendono più sostenibile la gestione dei tempi di vita e di cura.
Lo stesso vale per i servizi sociali rivolti ad anziani e persone con disabilità, che contribuiscono ad alleggerire un carico assistenziale che, nel contesto italiano, continua a gravare in larga misura sulle donne all’interno delle famiglie. In questo senso il bilancio di genere non si limita a registrare la spesa, ma aiuta a far emergere il rapporto tra organizzazione dei servizi pubblici e distribuzione concreta del lavoro di cura.
Anche l’Area A, pur rappresentando una quota minima del bilancio complessivo, mantiene un peso strategico molto forte. Oltre l’80% di queste risorse è destinato al contrasto della violenza di genere e alle politiche di pari opportunità. La sua incidenza economica è contenuta, ma la sua funzione resta centrale, perché interviene su diritti, protezione, prevenzione e supporto.
La redazione del Bilancio di Genere 2025 è stata affidata a un gruppo di lavoro intersettoriale, scelta che conferma la volontà dell’amministrazione di trattare il tema come un asse trasversale e non come una materia circoscritta. È proprio in questa capacità di mettere in relazione dati, spesa pubblica e qualità delle politiche che il documento assume il suo valore più concreto: offrire una base più solida per decidere, correggere e orientare le azioni future della città.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.