Caricamento...

Bergamo 365 Logo Bergamo 365

Ristrutturazione casa anni 70: problematiche comuni da conoscere prima dei lavori

08/02/2026

Ristrutturazione casa anni 70: problematiche comuni da conoscere prima dei lavori

Affrontare la ristrutturazione di una casa costruita negli anni Settanta richiede una valutazione attenta delle problematiche tipiche di quel periodo edilizio, perché molti edifici di quegli anni rispondono a logiche costruttive ormai superate, sia dal punto di vista normativo sia sotto il profilo del comfort e della sicurezza. Le abitazioni realizzate in quel decennio sono spesso solide nella struttura, ma presentano carenze diffuse che emergono solo quando si interviene in modo approfondito sugli spazi e sugli impianti.

Impianti elettrici e idraulici obsoleti

Una delle problematiche più comuni nelle case degli anni 70 riguarda gli impianti, progettati per esigenze molto diverse da quelle attuali. L’impianto elettrico, spesso sottodimensionato, non è pensato per sostenere il numero di elettrodomestici e dispositivi oggi presenti in una casa, e può risultare privo di messa a terra, salvavita o quadri di distribuzione adeguati.

Anche l’impianto idraulico presenta criticità frequenti, legate all’uso di tubazioni in ferro zincato o materiali che con il tempo si sono corrosi, riducendo la portata dell’acqua e aumentando il rischio di perdite. Durante una ristrutturazione, questi impianti richiedono quasi sempre una sostituzione completa, perché interventi parziali rischiano di essere inefficaci o di creare problemi nel medio periodo.

Scarso isolamento termico e dispersioni energetiche

Le case degli anni Settanta sono state costruite in un contesto in cui il risparmio energetico non rappresentava una priorità. Le murature, spesso prive di isolamento, favoriscono forti dispersioni di calore in inverno e un eccessivo surriscaldamento in estate, con conseguenti costi elevati per il riscaldamento e il raffrescamento.

Serramenti a vetro singolo, cassonetti non isolati e ponti termici diffusi contribuiscono a ridurre il comfort abitativo. Durante la ristrutturazione, l’assenza di isolamento diventa una delle problematiche più evidenti, perché intervenire successivamente risulta più complesso e costoso. Migliorare l’involucro edilizio rappresenta quindi una delle sfide principali nel recupero di una casa di quell’epoca.

Presenza di materiali non più conformi agli standard attuali

Un’altra criticità tipica delle abitazioni costruite negli anni 70 è la possibile presenza di materiali oggi considerati inadeguati o pericolosi. In alcune costruzioni possono essere presenti componenti in amianto, utilizzati all’epoca per coperture, canne fumarie o pannellature, che richiedono una gestione specifica e interventi di bonifica affidati a ditte specializzate.

Anche vernici, colle e rivestimenti possono contenere sostanze non più ammesse, che emergono durante la demolizione o la rimozione delle finiture. Questi aspetti incidono sui costi e sui tempi della ristrutturazione e rendono indispensabile una valutazione preliminare accurata prima di iniziare i lavori.

Distribuzione degli spazi poco funzionale

Le case degli anni Settanta riflettono uno stile abitativo diverso, caratterizzato da una netta separazione degli ambienti e da spazi spesso rigidi nella loro configurazione. Cucine piccole e chiuse, corridoi lunghi e poco utilizzabili, stanze sovradimensionate o, al contrario, poco sfruttabili rappresentano problematiche comuni.

Durante una ristrutturazione, questa distribuzione può risultare poco adatta alle esigenze attuali, orientate verso ambienti più flessibili e luminosi. Tuttavia, modificare la disposizione interna richiede verifiche strutturali, soprattutto in presenza di pareti portanti, e può comportare interventi complessi che incidono sul budget complessivo.

Struttura e aspetti legati alla sicurezza

Dal punto di vista strutturale, molte case degli anni 70 sono realizzate in cemento armato e presentano una buona robustezza, ma non sempre rispondono agli standard antisismici attuali. In zone a rischio sismico, questa rappresenta una criticità da valutare attentamente, soprattutto se si prevede una ristrutturazione importante.

Crepe, degrado del calcestruzzo o ferri di armatura ossidati possono emergere durante i lavori, rendendo necessari interventi di consolidamento. Anche se non sempre obbligatori, questi interventi incidono sulla sicurezza complessiva dell’edificio e dovrebbero essere considerati nella fase di progettazione.

Carenze acustiche e comfort abitativo

L’isolamento acustico nelle abitazioni degli anni Settanta è spesso insufficiente, sia tra ambienti interni sia rispetto all’esterno o agli appartamenti confinanti. Solai e tramezzi trasmettono facilmente rumori e vibrazioni, riducendo il comfort abitativo, soprattutto in contesti condominiali.

Durante la ristrutturazione, migliorare le prestazioni acustiche richiede interventi mirati su pareti, pavimenti e soffitti, che vanno pianificati insieme agli altri lavori per evitare soluzioni parziali o poco efficaci.

Aspetti normativi e adeguamenti obbligatori

Un’ulteriore problematica riguarda l’adeguamento alle normative attuali, che negli anni Settanta erano meno stringenti. Impianti, altezze interne, aerazione dei locali e requisiti di sicurezza devono essere verificati per evitare irregolarità che possono emergere in fase di richiesta di permessi o di certificazioni.

In molti casi, la ristrutturazione diventa l’occasione per regolarizzare situazioni non conformi, ma questo processo richiede tempo, competenze tecniche e una corretta pianificazione amministrativa.

Perché conoscere queste problematiche prima di ristrutturare

Conoscere le problematiche comuni delle case anni 70 consente di affrontare la ristrutturazione con maggiore consapevolezza, evitando sorprese in corso d’opera che possono far lievitare costi e tempi. Una valutazione tecnica iniziale, affiancata da un progetto ben strutturato, permette di stabilire priorità realistiche e di intervenire in modo efficace sugli aspetti più critici.

Ristrutturare una casa di quell’epoca può trasformarsi in un’opportunità significativa di miglioramento, ma solo se le criticità vengono affrontate in modo sistematico e non sottovalutate. In questo modo, l’intervento non si limita a rinnovare l’estetica dell’abitazione, ma ne migliora realmente sicurezza, comfort ed efficienza nel lungo periodo.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.