Come il sonno influisce sul sistema immunitario? E perché è importante dormire bene?
03/02/2026
Il rapporto tra sonno e sistema immunitario rappresenta uno degli equilibri fisiologici più delicati dell’organismo umano, perché coinvolge processi biologici profondi che agiscono in modo continuo, spesso senza che se ne abbia una percezione immediata. Dormire non significa soltanto concedere una pausa al corpo e alla mente, ma attivare una serie di meccanismi di regolazione che incidono sulla capacità di difendersi da infezioni, infiammazioni e stress ambientali. Quando la qualità o la quantità del sonno viene compromessa, anche in assenza di disturbi evidenti, l’efficienza delle difese immunitarie può risentirne in modo graduale ma concreto.
Sonno e risposta immunitaria: un equilibrio fisiologico
Nel funzionamento dell’organismo, il sistema immunitario non opera in modo isolato, ma si coordina con il sistema nervoso e con quello endocrino attraverso una rete di segnali biochimici che si modulano anche in base ai ritmi sonno-veglia. Durante il riposo notturno, in particolare nelle fasi di sonno profondo, l’organismo riduce l’attività di molte funzioni periferiche per concentrare risorse su processi di riparazione e regolazione, tra cui la produzione e l’attivazione di cellule immunitarie come linfociti e cellule natural killer.
In questo contesto, il sonno favorisce un ambiente ormonale specifico, caratterizzato da una riduzione del cortisolo e da un aumento di sostanze coinvolte nella risposta immunitaria. Questo assetto permette al corpo di rafforzare le difese e di consolidare la memoria immunologica, ovvero la capacità di riconoscere e rispondere più efficacemente a patogeni già incontrati.
Il ruolo delle fasi del sonno nei meccanismi di difesa
Quando si analizza come il sonno influisce sul sistema immunitario, è necessario considerare la struttura del sonno stesso, articolata in cicli che comprendono fasi di sonno leggero, profondo e REM. Ogni fase svolge una funzione diversa, ma il sonno profondo riveste un ruolo centrale nel supporto delle difese immunitarie, perché è in questo momento che avvengono molte delle attività di regolazione cellulare.
Durante queste fasi, il rilascio di citochine, molecole che coordinano la risposta immunitaria, segue un ritmo ben definito. Alcune citochine pro-infiammatorie, utili per contrastare infezioni in fase acuta, aumentano durante il sonno, mentre quelle coinvolte nella modulazione dell’infiammazione contribuiscono a evitare risposte eccessive. Un sonno frammentato o insufficiente altera questo equilibrio, rendendo la risposta immunitaria meno efficiente o, in alcuni casi, disordinata.
Effetti della carenza di sonno sulle difese dell’organismo
La privazione di sonno, anche se parziale e protratta nel tempo, produce effetti misurabili sul sistema immunitario, che non sempre si manifestano in modo immediato ma tendono ad accumularsi. Studi osservazionali hanno evidenziato come dormire meno del necessario sia associato a una maggiore suscettibilità alle infezioni comuni, come raffreddori e influenze, oltre a tempi di recupero più lunghi in caso di malattia.
La riduzione del sonno influisce sulla produzione di anticorpi e sulla capacità delle cellule immunitarie di comunicare tra loro, compromettendo l’efficacia della risposta difensiva. Inoltre, un riposo insufficiente favorisce uno stato infiammatorio di basso grado, che nel lungo periodo può incidere negativamente sull’equilibrio immunitario e sulla salute generale, aumentando il carico di stress per l’organismo.
Sonno, infiammazione e risposta allo stress
Un aspetto spesso trascurato riguarda il legame tra sonno, infiammazione e gestione dello stress, elementi strettamente connessi nella regolazione del sistema immunitario. La mancanza di un riposo adeguato altera l’equilibrio degli ormoni dello stress, in particolare il cortisolo, che in condizioni fisiologiche segue un ritmo circadiano preciso.
Quando il sonno è insufficiente o irregolare, il cortisolo tende a rimanere elevato anche nelle ore notturne, interferendo con i processi di riparazione e favorendo uno stato infiammatorio persistente. Questo scenario non solo riduce l’efficacia delle difese immunitarie, ma può anche rendere l’organismo più vulnerabile a disturbi cronici, in cui l’infiammazione gioca un ruolo centrale. Il sonno, in questo senso, agisce come un regolatore naturale che contribuisce a mantenere l’infiammazione entro limiti funzionali.
Qualità del sonno e supporto al sistema immunitario
Quando si parla di come il sonno influisce sul sistema immunitario, la qualità del riposo assume un’importanza pari, se non superiore, alla quantità. Dormire molte ore ma in modo frammentato, con risvegli frequenti o difficoltà di addormentamento, può ridurre significativamente i benefici immunitari del sonno, perché interrompe i cicli necessari al corretto svolgimento dei processi fisiologici.
Abitudini come la regolarità degli orari, l’esposizione alla luce naturale durante il giorno e la riduzione di stimoli luminosi e cognitivi nelle ore serali contribuiscono a favorire un sonno più profondo e continuo. Anche l’ambiente di riposo, in termini di silenzio, temperatura e comfort, influisce indirettamente sulla capacità del sistema immunitario di trarre beneficio dal sonno, perché facilita il mantenimento di cicli completi e stabili.
Il sonno, considerato in questa prospettiva, diventa una risorsa attiva per la salute immunitaria, capace di sostenere le difese in modo naturale e costante, senza interventi esterni. Curare il riposo significa quindi intervenire su uno dei pilastri meno visibili ma più determinanti dell’equilibrio dell’organismo, con effetti che si riflettono sulla capacità di affrontare infezioni, stress e carichi fisici nel tempo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to