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Bergamo, l’appello della sindaca Carnevali: aiuti concreti per l’emergenza energetica in Ucraina

09/02/2026

Bergamo, l’appello della sindaca Carnevali: aiuti concreti per l’emergenza energetica in Ucraina

Bergamo torna a mobilitarsi per l’Ucraina, questa volta con una richiesta precisa e urgente: attrezzature energetiche in grado di garantire luce, riscaldamento e servizi essenziali nelle aree più colpite dalla guerra. In un comunicato stampa, la sindaca Elena Carnevali richiama l’attenzione sulla crisi legata alla fornitura di energia, aggravata dall’inverno e dal peggioramento delle condizioni nelle città e nei villaggi vicini al fronte.

Il riferimento è alla dichiarazione di stato di emergenza energetica annunciata il 16 gennaio dal Presidente Volodymyr Zelensky: una misura che fotografa una quotidianità fatta di blackout, riscaldamento intermittente e difficoltà nell’accesso ad acqua potabile ed elettricità, con comunità “allo stremo” e servizi pubblici che faticano a reggere l’urto.

Che cosa serve e chi può contribuire

L’appello rilanciato ai Comuni italiani attraverso ANCI nasce dalla richiesta dell’Association of Ukrainian Cities (AUC) e dal Comitato europeo delle Regioni. Il bisogno è tecnico, non generico: occorrono dispositivi capaci di sostenere strutture e quartieri nei momenti di massima criticità, a partire da generatori (da 10 kW a 700 kW), impianti di cogenerazione (da 500 kW a 1000 kW) e sistemi di accumulo di energia, oltre ad altri materiali utili a ripristinare continuità di servizio.

La sindaca si rivolge al tessuto cittadino e provinciale senza distinzioni: aziende, enti, associazioni e privati. L’idea è semplice e operativa: chi dispone di attrezzature compatibili può trasformare una disponibilità tecnica in un aiuto immediatamente utilizzabile, soprattutto per quei contesti in cui l’energia non è un dettaglio, ma la condizione minima per scaldare un reparto ospedaliero, far funzionare una scuola, illuminare un rifugio, tenere attivi sistemi di sicurezza.

Raccolta, stoccaggio e invio: la rete che parte da via Rovelli

Per rendere l’iniziativa efficace, Bergamo può contare su un’infrastruttura già rodata: l’associazione Zlaghoda, attiva dall’inizio del conflitto nella raccolta di materiali destinati all’Ucraina. Le attrezzature potranno essere stoccate presso la sede dell’associazione, negli ex Magazzini generali di via Rovelli 21.

Il trasferimento in Ucraina avverrà attraverso un network di 12 associazioni, coordinato da Associazione Ucraina – Firenze “Lilea” Onlus, con destinazioni dichiarate e sensibili: ospedali, scuole, orfanotrofi e quartieri nelle città di Kiev e Kharkiv.

Carnevali lega l’appello a una dimensione identitaria: la generosità dei bergamaschi come capacità di “fare la differenza” quando serve, con la fiducia nel “sistema Bergamo” come motore di una risposta concreta e misurabile.

Orari e contatti della sede Zlaghoda (via Rovelli 21)

La sede è aperta:

  • lunedì, mercoledì e venerdì: 14:30 – 18:00

  • sabato: 10:00 – 19:00

Contatti: 320 1825864346 8453346.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.